Scommesse sportive sicuri 2026: chi ha la concessione ADM e chi no
Un bookmaker che accetta scommesse sportive in Italia ha bisogno di una concessione dell’ADM, rilasciata sito per sito, e di un proprio dominio .it: questo è l’unico test che conta davvero. La lista che ADM pubblica è la prova di chi ce l’ha. Non è un capitolo di diritto, è il punto di partenza di qualunque scelta — perché tutto quello che rende un’offerta sportiva più o meno costosa per chi scommette, dal registro degli autoesclusi al limite settimanale di ricarica, esiste solo dove esiste quella concessione.

30 Ottobre 2026 — dati verificati contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Indice dei contenuti
- Come si riconosce un operatore che può raccogliere scommesse in Italia
- La normativa che rende «sicuro» un bookmaker, e quanto ti costa in pratica
- Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dove c’è la concessione
- Quali bookmaker sono sicuri: come ho valutato i dieci marchi
- I dieci concessionari, uno per uno
- Domande frequenti
Come si riconosce un operatore che può raccogliere scommesse in Italia
Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto, in Italia, soltanto da chi possiede una concessione ADM. Per capire se un operatore è autorizzato, l’Agenzia rimanda a un unico documento: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul proprio sito istituzionale. Non è una classifica, non è una graduatoria di affidabilità, non è un elenco di chi paga bene. È l’anagrafe di chi ha vinto la gara.

ADM non tiene questo elenco da sola. Con la Guardia di Finanza redige due liste, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e del Corpo: la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari, e quella dei siti inibiti, cioè bloccati. La prima dice chi può, la seconda dice chi non può. Sono le due facce dello stesso documento, previsto dall’art. 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41.
Dietro c’è un mercato che vale la pena guardare in controluce. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Cinquantaquattro milioni di euro di investimento complessivo per un settore che, prima del nuovo regime, era regolato da proroghe. Chi entra in questo mercato ha pagato per restare, e la scadenza è fissata: l’art. 6, comma 3 del D.Lgs. 41/2024 consente ai vincitori della gara di gestire una o più attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Nessuno compra una concessione per truffare il singolo cliente, se il conto si chiude dopo nove anni e la gara successiva è pubblica.
Ma veniamo al punto pratico. Perché con la concessione ADM è più sicuro giocare? Perché sei strumenti che costano qualcosa all’operatore diventano obbligatori per legge, e non dipendono dalla buona volontà del marchio:
- l’autoesclusione registrata nel RUA, che blocca ogni piattaforma online ADM e le sale fisiche;
- il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, con variazioni asimmetriche;
- l’identificazione piena del conto di gioco, documento o SPID;
- il palinsesto approvato da ADM, evento per evento;
- la tassazione alla fonte sulle vincite, con l’imposta a carico del concessionario;
- una sede legale italiana cui rivolgersi se qualcosa non torna.
Nessuno di questi sei esiste su un sito privo di concessione. È la differenza tra comprare da un negozio con la licenza sul muro e comprare da una bancarella che sparisce all’alba. Nessuna delle due garantisce che il prodotto sia buono, ma solo una delle due ti dà un indirizzo per protestare.
La concessione è per sito, non per azienda
Il dettaglio che quasi tutte le pagine di comparazione saltano: una concessione vale per un sito, non per una società. La società può averne diverse, ma ogni concessione corrisponde a un dominio. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 per Eurobet e il medesimo gruppo gestisce anche altri domini. Il numero e il nome societario che il cliente non vede mai — perché il marchio è il marchio, la società è un’altra — sono esattamente ciò che i termini del conto di gioco sono obbligati a dichiarare.
Il caso di Azzurri Limited lo rende evidente: la stessa società compare dietro StarCasinò (concessione n. 16026) e dietro Betsson (n. 16027). Stessa licenza? No: due concessioni diverse, due siti diversi, due marchi diversi. È un dettaglio che vale per il lettore il giorno in cui prova a capire chi ha davvero i suoi soldi.
Quattordici marchi italiani appartengono, sotto il cofano, a pochi gruppi: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. detiene sia la concessione n. 16009 (Goldbet) sia la n. 16010 (Lottomatica). Chi pensa di diversificare il rischio aprendo tre conti su tre marchi diversi, insomma, potrebbe scoprire di avere un solo gruppo dall’altra parte del tavolo.
Il numero di concessione: come leggerlo nei termini di gioco
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. Admiralbet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Il numero c’è, è scritto, e si può confrontare con l’elenco ADM. Questo è il controllo. Non la presenza di un marchio nella pagina che stai leggendo, non la posizione in una classifica, non la pubblicità durante la partita.
L’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051. Ogni riga è legata a un sito .it. Se il dominio su cui stai giocando non è .it, o se il numero di concessione dichiarato nei termini non compare nell’elenco, la risposta è già data.
Cosa non dice l’elenco: la colonna che manca
Qui arriva la parte scomoda, che nessuna pagina promozionale scrive. ADM non classifica le concessioni per tipo di gioco. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. L’art. 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca le attività che possono essere offerte a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo.
Il punto per il lettore: un nome sull’elenco non dimostra, da solo, che quell’operatore ti faccia scommettere su una partita di calcio. Lo dimostra il sito dell’operatore e la sua app, dove il palinsesto è visibile. Molti marchi della lista sono casinò con un bookmaker in soffitta. Non è un difetto, è una informazione: chi cerca un’offerta sportiva deve verificarla dove il prodotto esiste.
E la conclusione che ne trae una pagina onesta è più stretta di quella che il mercato racconta: la concessione ADM è la condizione necessaria per essere un bookmaker legale in Italia, ma non è sufficiente a qualificare un’offerta sportiva. Chi cerca la «sicurezza», insomma, ha già la prima metà della risposta nella lista, e la deve completare da solo con il sito.
L’anagrafe non è il mercato intero
L’elenco autorizzato non è esaustivo del mercato reale, ma è esaustivo del mercato legale italiano. Un marchio che non compare tra le carte di questa pagina non è automaticamente privo di concessione. È una sfumatura che conta per il consumatore: il controllo non si fa leggendo un articolo, si fa leggendo l’elenco di ADM con il numero di concessione che l’operatore dichiara nei propri termini.
Il tempo di verifica, tra l’altro, non è un dettaglio secondario. Ogni ricerca va fatta al momento: un marchio che era presente in una lista di giugno può essere scomparso a ottobre, o può aver cambiato dominio. Le liste di ADM hanno data; un articolo che non ne ha non è un controllo.
La normativa che rende «sicuro» un bookmaker, e quanto ti costa in pratica
Un concessionario italiano non può essere descritto solo dal lato del permesso. La concessione gli impone un pacchetto di regole che si applicano alla tua partita, e questo è il vero contenuto della parola «sicurezza». Alcune sono garanzie, altre sono leve. Vale la pena guardarle sapendo che cosa spostano nel portafoglio di chi scommette.
Vigilanza ADM e controlli sul palinsesto
L’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che il mercato continua a chiamare AAMS, con l’abitudine che il cambio di nome nel 2012 non ha cancellato — non si limita a distribuire concessioni. Approva il palinsesto. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi, sportivi e ippici e non sportivi, e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato.
Questo ha un effetto pratico che raramente viene raccontato: l’autorizzazione di eventi nuovi è un processo per singolo evento, non per categoria. ADM aggiunge al palinsesto evento per evento. A settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Un lettore che cerca una nicchia — un torneo minore, un campionato esotico, un evento virtuale particolare — deve sapere che l’offerta italiana non è semplicemente la fotocopia di quella internazionale, e che l’assenza di un evento non è una svista del bookmaker ma un confine disegnato a monte.
Il rovescio della medaglia: «scommesse sicure» non vuol dire che tu possa giocare su tutto. Vuol dire che su ciò che è nel palinsesto c’è un controllo dell’offerta, e su ciò che non lo è, non ci sono quote legali — perché non esiste mercato legalmente riconosciuto.
L’identificazione del conto è l’altra faccia del controllo. Il conto di gioco richiede identificazione piena, con documento o SPID. Il testo dell’art. 6, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 41/2024 regola l’ippica nazionale come attività a sé, con proprio titolo; ma per il conto di gioco la regola è uniforme: niente conto anonimo, e senza SPID l’account va validato entro 30 giorni oppure viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Il vantaggio per il giocatore è che un conto identificato è anche un conto recuperabile — chi ha perso le credenziali ritrova il saldo. Il costo è la trafila: documento fronte-retro, più un’attesa se il sistema non riconosce il file.
Il limite di deposito: la leva che il giocatore sceglie, e che non sempre può togliere
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario una serie di strumenti: limiti auto-imposti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Se ne parla sempre come di una lista di protezioni. In realtà il limite di deposito è anche un tetto alla dimensione della tua serata. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La riduzione del limite ha effetto immediato. L’aumento, invece, ha un effetto ritardato di sette giorni. Questo asimmetrico — scendi quando vuoi, sali quando il concessionario ti ha dato il tempo di pensarci — è la parte del sistema che funziona davvero, perché intercetta esattamente il momento in cui un giocatore in perdita decide di ricaricare.
Attenzione a due cose che il marketing e le guide veloci sbagliano. Primo: la cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota, quindi il numero che leggi sul sito del singolo operatore è quello che quell’operatore ha impostato, non un valore di sistema. Secondo: non esiste nel diritto italiano un tetto statutario all’importo di una puntata in scommesse sportive. Il controllo non passa dalla puntata, passa dal deposito e dagli strumenti auto-imposti.
Il palinsesto e il tetto ai bonus: due limiti che ti riguardano
Il tetto d’uso del bonus è un altro numero che il lettore incontra senza accorgersene. William Hill precisa che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, e che i bonus non sono immediatamente prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.
Un tetto di questo tipo non è una punizione: è la regola che impedisce di trasformare un bonus in una puntata unica ad alta quota e incassarlo. È la ragione per cui un «bonus da 500 €» e un «bonus da 50 €» possono valere, per un giocatore medio, quasi la stessa cosa — e per cui il numero in vetrina va sempre letto insieme al requisito di giocata.
E poi c’è il vincolo di sistema: nessuna pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro. Il divieto è nell’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto Decreto Dignità, che ADM cita espressamente in un comunicato del 28 febbraio 2024: il divieto copre manifestazioni sportive, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. Non è una questione di galateo: è la ragione per cui questo genere di pagina esiste e per cui il bookmaker non può dirti «vieni a giocare» con una pubblicità tradizionale.
L’applicazione è affidata ad AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Sul contenzioso in corso: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). C’è poi una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 — per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Una proposta non è una legge: al momento della verifica il divieto è in vigore.
La tassazione: chi paga, e perché per te cambia poco ma non nulla
Sulle scommesse sportive a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica prevista dall’art. 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, nel testo modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se le giocate sono raccolte sulla rete fisica, 24,5 % se raccolte a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote; prima del nuovo regime erano il 43 % e il 47 %. Le giocate virtuali, cioè sugli eventi simulati, pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto Decreto Sport, per portare le aliquote al 21 % e al 25 %, non è entrata in vigore.
Tre note che valgono più di qualunque spiegazione lunga. Primo: l’imposta colpisce la differenza tra giocate e vincite, quindi non è una tassa sulla puntata, è una tassa sul margine effettivo dell’operatore. Secondo: se i crediti di bonus entrino nella base imponibile è un punto non acclarato. Terzo, e più importante per il lettore: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è alla fonte e cade sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi chi ha una posizione complessa — più conti, attività in partita IVA — fa bene a farsi vedere da un commercialista.
Per i siti esteri o privi di concessione, invece, la posizione è un rebus. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, ha qualificato le vincite online come redditi diversi ex art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto senza deduzioni: nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota. Chi gioca su quei siti dovrebbe dichiarare le somme come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate: è l’inquadramento che emerge dai documenti, non un parere fiscale.
Offerte legali, siti inibiti e le tre regole da ricordare
L’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti la cui accessibilità viene inibita, entrambe pubbliche. Chi rompe il blocco viene sanzionato: i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine dell’ADM incorrono in una sanzione da 30.000 € a 180.000 € per ogni violazione.
Nella pratica il meccanismo è meno efficiente di come suona sulla carta. Il blocco opera a livello DNS, e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti; gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i siti speculari ricompaiono nel giro di poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
Il lato più serio riguarda chi partecipa. ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, lo scrive senza giri di parole: la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 punisce con l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis della medesima legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il confronto onesto è questo. La concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com privo di concessione non porta nessuna delle quattro, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione penale.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dove c’è la concessione
Sei qui per capire quali bookmaker sportivi sono sicuri, e la parte che quasi nessuno legge prima di aprire il conto è quella che serve più tardi, quando il conto è aperto da mesi. Gli strumenti di prevenzione non sono un allegato. Sono la ragione per cui la concessione conta qualcosa di più di un timbro.

Il RUA e l’autoesclusione: cosa blocca davvero
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è l’archivio che rende un’autoesclusione una cosa seria. Quando un giocatore si autoesclude e il concessionario lo registra nel RUA, su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia non si possono fare depositi, non si possono fare giocate e non si possono aprire nuovi conti. Il saldo prelevabile resta prelevabile. Quest’ultima parte è quella che sfugge a chi immagina il RUA come un blocco totale: il sistema non ti sequestra il denaro, ti impedisce di rimetterlo in gioco.
L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Questa granularità è più intelligente di quanto sembri: un giocatore che ha un problema con le slot ma vuole continuare a seguire il calcio con tre euro a settimana può separare le due cose. Il legislatore ha scritto la stessa cosa all’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, che richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.
La scelta delle durate è cambiata di recente. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. La pagina di ADM sull’autoesclusione dal gioco a distanza è più precisa sulle regole generali: l’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi, e quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza.
Il numero da tenere a mente è 270. Nove mesi. Sono i due termini che ti dicono se la porta si chiude davvero o solo si socchiude.
Come si chiede l’autoesclusione, in pratica
Ci sono due strade, e la scelta tra le due dipende da dove ti trovi quando decidi. La richiesta si fa dal portale dell’ADM con SPID, e questo è il canale che copre tutti i concessionari in un colpo. Oppure si fa a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto, e questa è la strada più rapida ma richiede di fidarsi dell’interfaccia di quel singolo operatore.
Chi ha bisogno di parlare con qualcuno, e non solo di premere un pulsante, ha un numero: 800 55 88 22, il Telefono Verde Nazionale per il gioco d’azzardo, che offre sostegno gratuito e anonimo. Il numero compare anche tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; bet365 lo indica espressamente per i residenti in Italia. Non è una linea commerciale, non serve a riattivare nulla.
Una cosa che nessun sito senza concessione può offrire: se il giocatore si autoesclude e poi cerca lo stesso prodotto su un .com offshore, la richiesta non arriva da nessuna parte. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA. L’autoesclusione è una protezione che esiste perimetro per perimetro, e il perimetro è la lista di ADM.
La registrazione identificata come primo strumento di tutela digitale
Per aprire un conto di gioco non si scappa dall’identificazione. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Admiralbet apre il conto con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Sisal Matchpoint, sul lato mobile, consente l’accesso al conto gioco anche con Touch ID.
C’è un costo nascosto in tutto questo, e va detto: chi non ha SPID si trova a caricare un documento e ad aspettare la validazione. Se non arriva entro 30 giorni, l’account viene sospeso e i prelievi bloccati. Non è un ostacolo arbitrario — è il meccanismo che impedisce a un minorenne con la carta del genitore di giocare — ma è un’attesa reale per chi si registra di venerdì sera con una partita che comincia fra due ore.
Il rovescio positivo: un conto identificato è un conto da cui si può prelevare, ed è un conto che risponde a una persona con un nome. Nel mondo delle scommesse, l’anonimato non è mai stato un vantaggio per il cliente.
Il dovere di informazione e i punti di ricarica: dove il sistema arriva davvero al giocatore
L’art. 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di destinare lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola in rapporto al volume del settore, ed è onesto dirlo: il dovere di informazione è un obbligo reale ma modesto, e non compensa da solo i rischi del prodotto.
L’altra infrastruttura di tutela è più concreta, e riguarda i pagamenti. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro di questi esercizi — tabaccai, ricevitorie — che possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € la settimana complessivi. I punti di ricarica non possono pagare vincite né consentire prelievi del saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno all’esercente.
Il contante settimanale limitato a 100 € è una regola pensata per il giocatore che non vuole (o non può) usare una carta, e al tempo stesso per chi vuole vedere in faccia qualcuno. Ha un costo di comodità evidente: chi ricarica in tabaccheria non ricarica a mezzanotte, e non può usare quel canale per incassare.
Sui binari di pagamento, le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco esatto è nei termini del singolo operatore. Sulle criptovalute, invece, la posizione presso i concessionari ADM è aperta: non esiste una norma che nomini binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco di operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Un’ultima nota che riguarda la «sicurezza» nel senso più crudo. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e le due strade di tutela — registro dei punti di ricarica e lista dei siti inibiti — sono le due facce della stessa scelta: il sistema non si limita a dire chi è legale, cerca anche di togliere di mezzo chi non lo è.
Quali bookmaker sono sicuri: come ho valutato i dieci marchi
Il punto di partenza è stato l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto con il numero di concessione di ogni marchio. Non esiste un altro criterio che regga: un marchio può avere l’offerta sportiva più ricca del mercato e restare comunque fuori perimetro, così come può essere sicuro e avere un’offerta sportiva sottile.
I marchi che non compaiono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026 — fra cui Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — restano fuori da questa pagina. Non sto dicendo che siano tutti uguali: una grande casa internazionale e un marchio opaco sono due cose diverse. Sto dicendo che nessuno dei due può darti il RUA, la vigilanza ADM e un foro italiano, che è la ragione per cui esiste questa lista.
I criteri concreti, in ordine di peso:
La concessione e il sito. Numero di concessione dichiarato nei termini del conto di gioco e corrispondenza con l’elenco. Un marchio che dichiara una concessione senza indicarne il numero, o che la indica per un dominio diverso, esce dal confronto.
L’identificazione del conto. Quali metodi sono disponibili, e quanto tempo passa tra la registrazione e il primo prelievo possibile. SPID e CIE accorciano la trafila; la registrazione manuale aggiunge un caricamento documento e un’attesa.
L’ampiezza del palinsesto sportivo. Sport coperti, campionati, tipologie di scommessa. Non è un dato di simpatia: è la differenza tra un bookmaker che ti serve per la Serie A e uno che ti serve anche per il volley e gli scacchi.
Il tetto d’uso del bonus e il requisito di giocata. Un bonus va giocato, e il numero che conta non è quello in vetrina: è il massimale per singola scommessa insieme al rigioco richiesto.
Gli strumenti di gioco responsabile. Limiti di deposito e di spesa, periodi di pausa, autoesclusione, avvisi sull’attività di gioco.
Il taglio della prima ricarica. Deposito minimo e meccanica del bonus di benvenuto, che spesso escludono chi non ha una carta comoda o chi non vuole versare molto.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini o l’app sul profilo sportivo | Note |
|---|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions League, Europa League e Conference League | Oltre 20 sport con risultati in diretta |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi | Eventi di spettacolo e politica |
| BetFlag | n. 16008 — Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica | Gioco vietato ai minori di 18 anni |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € | Deposito minimo 20 € |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Tetto all’uso del bonus di 100 € per singola scommessa | Bonus sport da 10 € con SPID |
| StarCasinò | n. 16026 — Azzurri Limited | Offerta di scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali | Accanto a slot e Live Casinò |
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi | Tutti i campionati di calcio e altri sport |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi | Mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; mercati su risultati e tiri | Funzione Cash Out |
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Copertura Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP | Streaming live |
Quanto costa giocare, in cifre: un conto che puoi rifare da solo
Prima di guardare i marchi uno per uno, conviene mettere sul tavolo il numero che riguarda chiunque scommetta, indipendentemente da dove. Il margine del bookmaker è la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, e si calcola sommando gli inversi delle quote di tutte le possibili uscite di uno stesso mercato. È il dato che decide quanto ti costa ogni giocata, molto più del bonus che ricevi all’apertura.
Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota quotata: un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati. La somma degli inversi dà 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526. Il payout del mercato è l’inverso, quindi all’incirca 0,95 — vale a dire il 95 % delle puntate torna indietro, e il margine del bookmaker è il restante 5 %. In un mercato del genere, cento euro giocati più volte in modo uniforme lasciano sul tavolo in media cinque euro.
Quel 5 % è il vero prezzo dell’intrattenimento, e si paga a ogni giocata, non solo alla prima. Un benvenuto da 10 € a fronte di un margine del 5 % è una cifra che il margine ti riprende in fretta. Questo non rende il bonus inutile, ma ridimensiona la gerarchia: la quota che spunti conta più del bonus che incassi.
Ma l’esempio più utile è quello che tiene insieme il limite che scegli in registrazione e il margine che paghi. Prendiamo un giro di giocate da 100 € a settimana, pari al limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, su quel mercato a due esiti da 1,90 / 1,90. Il costo medio di quel giro, stimato come turnover per margine, sta nella fascia del 4,5–5,5 % — cioè all’incirca 4,50 € a 5,50 € a settimana — a condizione che il margine del mercato su cui giochi sia quello dell’esempio e non più alto. Su un anno fanno una forbice fra i 230 € e i 290 € circa, sempre nella stessa ipotesi. E la condizione è la parte importante: quel margine è quello di un mercato a due esiti; su una multipla, o su un mercato con più uscite come il risultato esatto, il tasso di restituzione scende e il costo sale, senza che il numero di giocate cambi.
Il limite di deposito, insomma, non protegge solo da te stesso: fissa anche il tetto massimo del costo medio annuo che puoi pagare per giocare. Chi sceglie un limite settimanale alto dovrebbe sapere che quella scelta ha un prezzo misurabile, e che il prezzo è la quota, non il bonus.
Non è una previsione, è una stima statistica: il margine si realizza come media su molte giocate, e un singolo giro settimanale può chiudersi in utile o in perdita. La cifra descrive il costo medio, non l’esito di una settimana.
I dieci concessionari, uno per uno
Le schede che seguono descrivono ogni marchio per quello che i suoi termini e le sue app dichiarano, e chiudono con un giudizio. La concessione è la porta d’ingresso, non il voto.
Planetwin365: la copertura calcistica come prodotto principale
Planetwin365 è il marchio di Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, e opera sul proprio dominio .it. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La lettura del dato è chiara: qui il calcio non è una categoria tra le altre, è la spina dorsale del palinsesto. Chi segue la Serie C trova sulla stessa piattaforma quello che su molte app internazionali non trova affatto, perché il palinsesto italiano è approvato evento per evento e le serie minori sono spesso la prima cosa che salta quando l’offerta viene importata dall’estero. I risultati in diretta su oltre venti sport completano il quadro per chi vuole seguire più cose in parallelo.
Il limite è di profondità, non di ampiezza. Una pagina che copre tutto tende a essere meno fitta sulle nicchie — un mercato sui cartellini di Serie C, per dire, non è la stessa cosa su cui un bookmaker costruisce la sua identità. Chi cerca il mercato raro deve guardare il palinsesto, non la vetrina.
Il giudizio: è il marchio che scelgo se il mio interesse è il campionato italiano dal vertice alla base, e se voglio un’unica app per calcio, basket e il resto senza cambiare conto.
Eurobet: il palinsesto più largo del gruppo, non solo sport
Eurobet è il marchio di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, concessione ADM n. 16012, sul dominio .it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.
Gli scacchi e le elezioni nella stessa app sono la cosa più interessante della scheda. Non è una stranezza: è la prova che il mercato italiano non assomiglia a quello di altri paesi, e che il concessionario può proporre tipologie di scommessa su eventi non sportivi. Per una certa fascia di giocatori, quella che vuole mettere dieci euro su una finale di volley o su un premio musicale, è una ragione per restare. Per chi vuole solo il calcio di Serie A è un di più che non sposta nulla.
Il punto di attenzione è la larghezza stessa: un palinsesto così esteso è anche un invito a giocare su cose che non si conoscono. Con un margine che si paga a ogni giocata, ogni evento «simpatico» in più è una tentazione che ha un prezzo.
Il giudizio: la scelta migliore per chi vuole un bookmaker generalista che copra gli sport di nicchia e gli eventi non sportivi, e che non lo obblighi a tenere tre conti per seguire tre cose.
BetFlag: registrazione rapida, sport trattato con discrezione
BetFlag è il marchio di Betflag S.p.a., concessione ADM n. 16008, sul dominio .it. La scheda più concreta riguarda l’apertura del conto: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Nella pratica, l’identificazione è la prima cosa che un giocatore tocca, e le prime due ore su una piattaforma sono quelle che decidono se ci resta. Chi ha SPID o CIE apre in pochi minuti e arriva subito alla parte che gli interessa; chi non li ha ricade sui 30 giorni di validazione, che è il termine oltre il quale il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Un marchio che mette SPID e CIE in evidenza sta rimuovendo un attrito, e l’attrito iniziale è un costo reale per chi vuole giocare stasera.
Sul prodotto sportivo, però, la scheda è magra: nessun dato sul palinsesto, sulle tipologie di scommessa, sui mercati. Non è una bocciatura, è un profilo diverso — BetFlag si presenta come piattaforma con un’offerta completa (l’app store la classifica fra le app di scommesse sportive) ma i materiali non scavano nel dettaglio.
Il giudizio: la scelta per chi dà più valore a un’apertura rapida e verificata che alla profondità dei mercati, e che vuole arrivare al primo prelievo senza intoppi. Chi cerca un palinsesto specialistico deve guardare prima l’app e poi decidere.
NetWin: bonus reale, con le condizioni scritte sopra la porta
NetWin è il marchio di Netwin Italia S.p.a., concessione ADM n. 16035, sul dominio .it. La sua offerta di benvenuto sportiva è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Il termine «bonus reale» merita una spiegazione, perché è la parte della scheda che vale di più. Un bonus reale è denaro accreditato e non una freebet: giocato una volta, e vinta la scommessa, la somma entra nel saldo prelevabile. È una struttura diversa da quella della freebet, dove la quota non torna. Detto questo, le condizioni restano condizioni: deposito minimo 20 €, conto verificato prima di poter usare il bonus, e un tetto al deposito che qualifica — 50 €. Chi versa di più non riceve di più.
Il profilo è quello di un bonus sobrio, con una soglia d’ingresso bassa. Cinquanta euro di bonus su un deposito di cinquanta sono un’offerta onesta per chi inizia, e non abbastanza per chi pensava di finanziare mesi di giocate con il benvenuto.
Il giudizio: interessante esattamente per chi vuole impegnare poco denaro per capire se la piattaforma gli piace, senza accettare un pacchetto sproporzionato al proprio modo di giocare. Il conto verificato è il prerequisito, non un dettaglio.
William Hill: il bonus più piccolo, e il tetto più esplicito
William Hill è il marchio di William Hill Malta Plc, concessione ADM n. 16044, sul dominio .it. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La pagina sui bonus precisa poi che per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 €, e che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.
Dieci euro contro un tetto di cento sull’uso: sono due numeri che vivono su piani diversi, e leggerli insieme è il punto. Il primo è quanto ti danno, il secondo è quanto puoi mettere in campo per singola giocata. La differenza tra la registrazione con SPID e quella manuale — dieci euro subito contro cinque euro dopo la verifica, con una finestra di 96 ore per inviare i documenti — è la misura di quanto l’identificazione digitale valga in denaro su questa piattaforma. Non è una differenza enorme, ma è una differenza deterministica: chi ha SPID prende il doppio, subito.
Sul fronte della tutela, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione: un elenco che dice come il mercato italiano abbia assorbito gli obblighi dell’art. 15 del D.Lgs. 41/2024 come dotazione standard, non come optional.
Il giudizio: adatto a chi apre il conto con SPID e tratta il bonus come un piccolo sconto di avvio — e che trova nel tetto di 100 € per singola scommessa una regola che, piaccia o no, impedisce di bruciare il bonus in una giocata sola.
StarCasinò: un casinò con le scommesse dentro, e va detto
StarCasinò è il marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16026, sul dominio .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La scheda dice la verità sulla struttura del marchio: qui il casinò è il centro e le scommesse sportive stanno di fianco. Per chi cerca un bookmaker, è una informazione che pesa. Un palinsesto che vive accanto a slot e live casino è spesso meno profondo di quello di una piattaforma dedicata allo sport, e la home page tende a parlare di altro.
Il rovescio della medaglia è che la concessione è la stessa, e questo conta. StarCasinò è un concessionario ADM, il RUA vale anche qui, i limiti di deposito si applicano anche qui, e il marchio condivide la licenza con Betsson (n. 16027) sotto la medesima società. Chi cerca la comodità di un unico conto dove giocare anche d’azzardo trova il punto; chi vuole uno strumento dedicato allo sport probabilmente no.
Il giudizio: va bene per chi arriva dal casinò e vuole una scommessa occasionale sul calcio senza aprire un secondo conto. Chi ragiona solo di quote e mercati lo guarda per ultimo, non per colpa sua.
Goldbet: la schedina tradizionale, tradotta in app
Goldbet è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16009, sul dominio .it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La terminologia è quella italiana classica — schedina, sistema — e non è un dettaglio di stile: il sistema, cioè la combinazione di più multiple con coperture parziali, è un prodotto che in Italia ha un pubblico fedele e che molte app internazionali non gestiscono bene. Goldbet lo mette nello stesso elenco del Live e del Pre-match, ed è la sua dichiarazione d’intenti: qui si gioca come si gioca in ricevitoria, con gli strumenti della ricevitoria.
Il richiamo al bonus di benvenuto negli app store è generico — la frase non indica importo né condizioni — e vale la pena ricordare la regola generale: nessun tetto statutario al bonus e al rigioco esiste, quindi le condizioni le fa il singolo operatore e vanno lette nei suoi termini. Su un marchio così tradizionale, chi apre il conto lo fa per la meccanica della schedina, non per il regalo d’ingresso.
Il giudizio: è la scelta di chi usa i sistemi e vuole un’interfaccia che li tratti come prodotto di prima classe, non come una funzione nascosta in fondo al menu.
Betsson: ampiezza pre-match e live, mercati da bookmaker internazionale
Betsson è il marchio di Azzurri Limited, concessione ADM n. 16027, sul dominio .it, e condivide la società con StarCasinò. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Qui la struttura è quella di un bookmaker generalista con la cassetta degli attrezzi completa: un mercato principale, i mercati sulle reti, i marcatori e le combo. Migliaia di eventi significa copertura ampia e, per chi gioca live, un numero di occasioni che cresce durante la giornata. È l’opposto del casinò con le scommesse in soffitta: qui il prodotto sportivo è scritto in primo piano, anche se la licenza è la stessa del marchio casinò-centrico.
Il punto di attenzione è l’ampiezza stessa. Migliaia di eventi e cinque famiglie di mercati sono un invito a giocare su cose che non si conoscono, e su una partita di cui non si sa nulla il margine non si riduce. La combo, in particolare, è una costruzione che paga di più e vince di meno: non è fatta per chi vuole un ritorno frequente.
Il giudizio: un marchio solido per chi scommette spesso e in modo strutturato, e per chi sfrutta il live. Chi cerca una singola ogni tanto troverà l’app sovradimensionata per quello che gli serve.
SNAI: il marchio con il Cash Out portato come funzione di prodotto
SNAI è il marchio di Snaitech Spa, concessione ADM n. 16032, sul dominio .it. La sua app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il Cash Out è la ragione per cui questa scheda sta dove sta. Non è un mercato: è una via d’uscita anticipata, e ha un prezzo che il giocatore non vede quasi mai in anticipo — il valore offerto per chiudere è inferiore a quello che la scommessa vale davvero, e la differenza è il servizio che stai comprando. Chi non lo capisce lo usa come se fosse una vincita. Chi lo capisce lo usa come quello che è: un’assicurazione costosa che ha senso solo quando la partita ha preso una piega contraria e l’alternativa è perdere tutto.
Il resto del palinsesto è orientato ai mercati «da tifoso»: tiri in porta, cartellini, rigori. Sono mercati che richiedono di conoscere la partita più del risultato, e che nelle mani di chi legge le formazioni valgono più di un 1X2.
Il giudizio: da guardare se usi il Cash Out con criterio o se giochi mercati di dettaglio come cartellini e tiri. Chi non ha mai usato il Cash Out dovrebbe capire quanto gli costa prima di farci affidamento.
Lottomatica: streaming live e quote in tempo reale come proposta centrale
Lottomatica è il marchio di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), concessione ADM n. 16010, sul dominio .it, e condivide la società con Goldbet. La sua app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è il pezzo che cambia il modo di giocare, non solo l’estetica dell’app. Chi guarda la partita dentro la stessa schermata su cui scommette prende decisioni più rapide e più frequenti, e ogni decisione in più è un’altra quota di margine pagata. Non è un male in sé — è la differenza tra scommettere e assistere — ma è esattamente la funzione che rende il live il prodotto più costoso del catalogo, se usata senza un numero di giocate prefissato.
La copertura è quella dei grandi eventi: campionati italiani e Premier League, più F1 e MotoGP per chi alterna calcio e motori. È un palinsesto costruito per il pubblico che guarda, non per chi cerca il campionato esotico.
Il giudizio: la scelta di chi vuole il live con il video nella stessa app, accettando che la comodità si paghi in numero di giocate. Chi gioca una singola a settimana non ha bisogno di questa macchina.
Il marchio che resta fuori dal perimetro
Vale la pena dirlo una volta, senza girarci intorno. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe dell’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026. Non è una questione di reputazione o di dimensioni: sono marchi internazionali con licenze di altri paesi, e quelle licenze in Italia non hanno alcun valore.
Questo significa tre cose per chi scommette. Non c’è RUA: l’autoesclusione non li raggiunge, e chi si autoesclude può riaprire lì lo stesso pomeriggio. Non c’è la vigilanza ADM: nessuno approva il loro palinsesto, nessuno verifica le loro quote. E non c’è un foro italiano: se il saldo non arriva, la strada per recuperarlo passa da un ordinamento straniero, con costi che superano quasi sempre la somma in gioco.
C’è poi la parte penale, che è la più sgradevole da scrivere. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 all’art. 4, come ricorda ADM nel comunicato del 28 febbraio 2024, punisce con ammenda e arresto fino a tre mesi il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta un procedimento contro un singolo giocatore. Ma la norma esiste, è scritta, ed è ADM a citarla.
Aggiungiamo il lato pratico: il blocco DNS non è una barriera perfetta, ma è una barriera reale, e i domini inibiti sono migliaia. Un marchio che vive di specchi deve rifare il lavoro ogni volta che il dominio cade.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta il registro dei siti autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito di ADM, e si confronta la riga con il numero di concessione che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. La concessione è per sito: se il numero non corrisponde al dominio su cui giochi, la verifica è fallita.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
L’elenco di ADM lega ogni concessione a un sito .it, e quella corrispondenza è ciò che rende la verifica possibile. Un marchio che accetti giocate italiane da un dominio estero non sta usando la propria concessione: sta operando fuori dal perimetro, e per questo può essere inibito a livello DNS.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, è l’archivio che rende un’autoesclusione valida su tutte le piattaforme ADM. Durante l’autoesclusione non si possono fare depositi, giocate o aprire conti; il saldo prelevabile resta prelevabile. La durata arriva fino a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca dopo almeno nove mesi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e la riduzione ha effetto immediato mentre l’aumento attende sette giorni. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 aggiunge limiti su tempo, spesa e perdita, avvisi automatici e strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto. Non esiste invece un tetto statutario alla puntata.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessun RUA, nessuna vigilanza ADM, nessun foro italiano, nessun limite obbligatorio, più il blocco DNS e, come dichiara ADM citando la legge 401/1989, la sanzione penale a carico del partecipante. A questi si aggiunge il lato fiscale: le vincite su siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica è a carico del concessionario. È una ricostruzione della stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: per casi complessi conviene un commercialista. Sui siti esteri la posizione cambia, e vale l’art. 67 del TUIR.
Scritto dal team di «Puntatesistema».
