Siti di scommesse esteri 2026: il conto che arriva senza concessione ADM

Updated Ottobre 2026
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Un sito di scommesse estero non è una variante del bookmaker italiano: è un’offerta senza concessione. Nessun timbro dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nessun collegamento al registro degli autoesclusi, nessuna quota trattenuta alla fonte da qualcuno che risponde a un’autorità italiana. Il prezzo di questa libertà non si legge nella quota. Si legge altrove, e il più delle volte arriva dopo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca un bookmaker estero cerca quasi sempre due cose: quote migliori e una strada più corta verso il prelievo. La seconda speranza è la prima a cadere, perché il denaro che arriva non passa da nessun controllo italiano e la partita si gioca su un campo che l’Italia non amministra. La prima, invece, va verificata riga per riga: ogni quota porta dentro di sé il margine del bookmaker, e un margine non si vede.

Vale la pena guardare il fenomeno per quello che è. Accanto ci sono dieci concessionari con concessione ADM e sito .it, elencati nell’ordine in cui sono citati dai loro stessi documenti e dalle loro schede: la loro presenza serve da metro di paragone, non da invito. Su questo si misura il costo reale di un gioco d’azzardo.

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026; le concessioni e gli elenchi dei siti autorizzati sono stati verificati contro il registro ufficiale pubblicato da ADM.

Che cos’è un sito di scommesse estero: fondamenti del meccanismo

Il meccanismo è presto detto, e conviene dirlo una volta, bene: un operatore che vuole raccogliere scommesse in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, la ottiene per asta pubblica e la esercita su un sito .it intestato a quella concessione. Un sito estero non ha nulla di tutto questo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Nel mercato italiano la concessione non si compra a scaffale. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, la assegna per gara: i vincitori possono gestire una o più delle attività elencate dall’art. 6, comma 1, per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra queste attività ci sono le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e sulle corse dei cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il punta e banca; il bingo. Un operatore estero che accetta giocatori italiani non sta in nessuna di queste caselle.

Chi entra nell’elenco dei concessionari lo fa con numeri precisi, e il numero è la prima cosa da chiedere. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Letto il 25 ottobre 2026, il registro ufficiale ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. La concessione è per sito, non per società: un concessionario può gestirne diversi, ed è il caso di Eurobet Italia S.r.l. con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Ecco il punto che sfugge a chi confronta le liste in fretta. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il palinsesto approvato da ADM. Chi cerca «siti scommesse italiani all’estero» spesso parte dall’idea che esista una classifica ufficiale da consultare e che l’estero sia una casella in fondo a quella classifica. Non è così, e la differenza costa un fraintendimento.

Poi c’è l’altro fraintendimento, quello che si vede in home page. Un sito estero che gira bene, con la quota sul calcio di Serie A pronta a schermo, non è per questo autorizzato: la licenza che mostra — Curaçao, Malta, Anjouan — in Italia non ha alcun valore. Nessuno dei tre è un titolo che ADM riconosce, e la vigilanza italiana non passa da lì.

Il quadro legale dell’offerta è netto: offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici. Le due liste sono il vero catalogo del mercato. Tutto il resto è pubblicità.

Panorami a confronto: marchio, concessione, condizioni sul gioco responsabile

La tabella che segue mette sullo stesso piano ciò che ogni marchio dichiara di sé: il numero di concessione con cui opera, la società che lo detiene e quello che le sue condizioni dicono sugli strumenti di limitazione. Serve a un solo scopo. Mostrare che la concessione è un dato verificabile, mentre la qualità sta nelle condizioni, e non sempre le due cose stanno insieme.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni del marchio
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione si scelgono limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc —
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited —
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. —
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pause di gioco, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22

Le due colonne piene dicono più di quanto sembri. Il terzo posto è vuoto per otto marchi su dieci, e il vuoto non è un’accusa: le condizioni sono documenti lunghi, e chi vuole sapere che cosa un bookmaker gli mette in mano li legge nel sito, alla voce dedicata. Nessun bonus, nessuna quota e nessun palinsesto è mai comparso in questo tipo di elenco, e chi lo aspetta sta cercando la cosa sbagliata.

Il margine del bookmaker è la voce che in questa tabella non c’è e che conta di più. In un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati, la somma degli inversi delle quote è 1,0526: il bookmaker restituisce il 95,0 % di quanto raccolto su quel mercato e trattiene 5,0 % di margine. Quella cifra è il prezzo d’ingresso che nessun operatore scrive in grande, e vale per il concessionario come per l’estero.

Normativa e vigilanza: che cosa rischia chi scommette fuori sistema

Qui non si parla di fastidi burocratici. Si parla di un articolo di legge che nomina il giocatore, non solo l’operatore, e di una sanzione che va oltre la multa.

ADM lo ha scritto in chiaro il 28 febbraio 2024, in un comunicato dedicato proprio alla pubblicità dei siti illegali. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E, aggiunge ADM, «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Che è la regola lato giocatore nella versione dell’autorità che la applica. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano: chi vuole contarci si assume un rischio che nessuno ha quantificato.

La stessa legge, all’art. 4, comma 4-bis, copre chi raccoglie scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. Il disegno è coerente: il legislatore non si è limitato a colpire il bookmaker, ha messo in fila il pubblicitario, il raccoglitore e il giocatore.

Il blocco è la parte visibile. L’inibizione dei siti non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare di continuo l’elenco dei siti inibiti. Dall’aprile 2026 i domini inibiti vengono reindirizzati verso sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, e i due metodi restano attivi durante un periodo di transizione; l’ultimo aggiornamento dell’elenco consultato è del 13 ottobre 2026.

L’elenco cresce e il gioco delle parti non si ferma. ADM blocca i siti privi di autorizzazione dal 2007 e ripete che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Un ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di indirizzi per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», e descrive esattamente quello che succede: il sito è ancora online, solo che il visitatore italiano non lo raggiunge.

La pagina di avviso che compare al posto del sito ha una funzione precisa, e vale la pena leggerla quando la si incontra: segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. È un avviso, non una barriera, e chi vuole aggirarlo trova in pochi minuti una strada. Il costo di quell’aggiramento sta tutto nel pezzo che segue.

Il conto non lo paga soltanto il giocatore. L’art. 22 del Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 prevede per i fornitori di connettività e per i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Una cifra che spiega perché le strade per far arrivare denaro a un operatore non autorizzato si chiudono prima delle strade per aprire la pagina.

Giurisdizione: dove finisce la tua partita e dove comincia quella dell’operatore

Aprire un conto su un dominio estero significa accettare il foro di un’altra giurisdizione. Non è una clausola di stile. Se il prelievo non arriva, se il conto viene chiuso mentre una multipla è ancora aperta, se l’operatore contesta due account sullo stesso dispositivo, non c’è un giudice italiano a cui portare la questione: c’è un contratto scritto in un altro ordinamento, con una lingua e un’autorità diverse.

La concessione ADM porta con sé, per contrasto, una serie di cose che il lettore italiano dà per scontate finché non le perde. Porta il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un limite alla possibilità di rientrare in gioco dopo aver chiesto di essere escluso. Porta la vigilanza dell’autorità, quindi un controllo sul palinsesto e sui payout. Porta strumenti di limitazione obbligatori. Porta un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna delle quattro, per costruzione, non per cattiveria.

C’è una cosa che nemmeno il dominio estero cambia, ed è la materia fiscale. Qui la trattazione è modello, non consulenza: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le vincite ottenute online sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, e vanno dichiarate per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni, secondo l’art. 69 TUIR; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota e la posizione va confermata con un commercialista, perché non è consulenza fiscale. Il punto da portare a casa è più semplice: la vincita da estero non è tassata alla fonte, quindi non arriva già netta, e qualcuno la deve dichiarare.

Sul fronte delle scommesse raccolte da un concessionario ADM la regola è l’opposta, e la differenza vale la pena di essere detta con precisione. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025) è del 20,5 % se incassata sulla rete fisica e del 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite; le stesse aliquote valgono per le scommesse ippiche a quota fissa, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare incassato al netto delle vincite restituite. È un’imposta che sta in capo all’operatore. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono quindi tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte: una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo la chiusura resta la stessa: sentire un commercialista.

Sui bonus, infine, circola una leggenda che conviene liquidare. Una proposta di modifica alla legge di bilancio 2026 avanzata da Forza Italia, per togliere il divieto di pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non è mai entrata in vigore: l’esito non è stato trovato e al momento della verifica il divieto è in forza. Chi ha firmato un contratto di sponsorizzazione aspettando quella modifica ha firmato su un terreno che non è cambiato.

Prevenzione e tutela: limiti, RUA e la parte che l’estero non copre

Questo è il capitolo che nessuno legge prima di iscriversi e che tutti cercano dopo. Il costo più alto di un sito estero non si paga in commissioni. Si paga nell’assenza di un freno.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Sul mercato italiano il freno è costruito a strati, e ogni strato è un articolo. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede strumenti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni alla settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2, aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il primo strato arriva al momento dell’iscrizione, ed è quello che il giocatore sceglie da solo. All’apertura del conto si indica un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di registrazione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per un aumento. È un meccanismo pensato per una sola direzione: scendere è facile, risalire è lento. Chi si iscrive di venerdì sera, dopo una sconfitta, e punta il dito sul limite, scopre che la macchina non lo asseconda.

L’identificazione è parte dello stesso pacchetto. Un conto di gioco richiede identificazione completa, e gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID; senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono tra i metodi che alcuni mettono a disposizione. Chi apre un conto senza SPID ha quindi una scadenza silenziosa addosso: trenta giorni, poi il conto si blocca proprio quando serve.

Poi c’è il pezzo che l’estero non replica, e non è una sfumatura. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a ogni piattaforma di gioco legale nel paese, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è operativo dal 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM oltre alle sale fisiche. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: chi si è fatto escludere e poi prova un dominio estero non trova alcun blocco. Ha chiesto di essere fermato e non lo è.

Le condizioni di AdmiralBet, che sono il documento più esplicito tra quelli raccolti, mostrano come il meccanismo si sta muovendo. Prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su ogni piattaforma di gioco legale nel paese; e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Lo stesso documento spiega che in registrazione vengono richiesti limiti massimi di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato.

C’è una lettura di quel 7 e di quel 270 che vale più di qualsiasi commento. Un limite ridotto è un atto di volontà che il sistema rispetta subito. Un limite aumentato è l’unica richiesta che deve aspettare: sette giorni perché, se il giocatore ha deciso in un momento di fatica, quel momento passi. ADM non ha mai pubblicato la cifra del limite di deposito che fissa nella gara, e la domanda «quanto mi lasciano giocare» resta senza risposta ufficiale: il numero lo sceglie il giocatore e lo calibra l’operatore.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina ADM indicano. Per chi gioca solo alle scommesse, la differenza tra «chiudo tutto» e «chiudo il casinò e tengo il calcio» è la differenza tra una sconfitta e un’altra.

La tutela dei minori è scritta come principio. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la tutela dei minori di età tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. La questione, però, non finisce nella pagina della legge: esiste una decisione di un direttore di ADM su scommesse e minori, che cita il DM 111/2006, e il suo contenuto non è noto.

Resta un ultimo strato, quello che un marchio estero non può esibire per quanto lo voglia: una campagna informativa imposta, pagata dal concessionario, con temi decisi da un’Autorità. Il gioco responsabile, sul mercato italiano, è una voce di bilancio obbligatoria. All’estero è una pagina web che si chiama «Giochi responsabili» e contiene quattro consigli generici.

Non serve indignarsi per questo. Serve saperlo prima di depositare.

Classifica e criteri: come si valuta un bookmaker estero con gli occhi giusti

La domanda «miglior sito scommesse estero» ha una risposta sola all’inizio e una risposta utile alla fine. Quella sola è che senza concessione il migliore dei siti esteri resta un sito non autorizzato in Italia. Quella utile comincia da qui: se un operatore estero interessa, quali proprietà si verificano, in che ordine, e che cosa si accetta firmando.

I criteri sono cinque, e nessuno di essi si valuta dalla home page.

Concessione. Si controlla nel registro ufficiale, che ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito e quasi mai porta il nome del marchio: dietro Bwin c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy (GBO Italy), dietro Betsson e Starcasino c’è Azzurri Limited. Dietro Starcasino c’è Azzurri Limited, e il marchio sull’insegna non è la società che risponde. Chi verifica guarda la ragione sociale, e la trova nelle condizioni dell’operatore.

Palinsesto. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può giocare solo su eventi che ne fanno parte; ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Un bookmaker estero che non ha palinsesto approvato non passa per questo controllo: la sua offerta la decide lui, e la sua quota su un evento minore non è passata da nessuno.

Quota e margine. È il criterio dove si perde più tempo e si sbaglia di più. Una quota alta su un singolo esito non dice niente senza il confronto con le altre quote dello stesso mercato: quello che conta è il payout, cioè la fetta di posta che il mercato restituisce. In un mercato a due esiti con 1,90 su entrambi i lati, la somma degli inversi è 1,0526, quindi il payout è del 95,0 % e il margine del 5,0 %. Un mercato a tre esiti con lo stesso margine restituisce la stessa percentuale: cambia la distribuzione, non il prezzo. Ed è un prezzo che il giocatore paga a ogni puntata, non una volta al mese.

Che cosa il margine significhi in pratica si vede meglio su una singola giocata che su una tabella. Con una puntata da 10 € a quota 1,90, la vincita restituisce 19,00 € e il profitto netto è di 9,00 €, con il calcolo che usa due soli numeri: la posta e la quota. Il margine non compare in quella riga, e proprio per questo sfugge: si paga sul complesso delle giocate, non sulla singola che è andata bene.

Accesso e identificazione. Un conto di gioco richiede identificazione completa. Registrazione classica con fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente: le condizioni di Admiralbet descrivono entrambe le strade. Sul mercato italiano senza SPID scatta il limite dei 30 giorni. All’estero l’identificazione la decide l’operatore, e una verifica fatta in un altro ordinamento non è più leggera: è solo fuori dal controllo di chiunque l’abbia scritta.

Denaro che entra e denaro che esce. È qui che il costo si materializza. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 regola i punti vendita ricariche, un registro tenuto da ADM che comprende tabaccai e ricevitorie: ricaricano il conto online solo su richiesta dell’intestatario dopo identificazione, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; la lista di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Il conto delle ricariche in tabaccheria dice già molto: 100 € a settimana in totale, e solo per chi ha dato i documenti all’operatore.

L’art. 22, comma 1, prevede poi un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di pagamento che trattano denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata, e questo è il dettaglio che tiene in piedi parecchie promesse estere. Anche quando quella norma arriverà, il quadro generale è già scritto: se una via di pagamento si chiude, la pagina di avviso di ADM resta lì.

Sul versante opposto, la cautela è la stessa. Una cassa di scommesse che non è tra i concessionari autorizzati non è per questo un’offerta comoda da consigliare, e il punto non è la comodità: è l’assenza di strumenti. Quella cautela non è un divieto di ragionare sull’offerta; è la ragione per cui conviene farlo con attenzione al costo e non alla quota in vetrina.

Il costo medio di far girare il deposito: un conto a banda

Ecco l’unico conto che questa pagina fa al posto del lettore, e conviene leggerlo con due avvertenze in testa. La prima: è una stima statistica, cioè una media su molte giocate nelle condizioni indicate, non il risultato di una singola serata. La seconda: gli input sono illustrativi e non sono una quota quotata da nessuno.

Il quadro è questo. Un giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e li gioca una volta, su un mercato a due esiti con quota di esempio 1,90 su entrambi i lati. In quel mercato a due esiti la somma degli inversi delle quote è 1,0526: il payout è del 95,0 % e il margine del bookmaker è del 5,0 %.

A questo punto la stima: sul giro settimanale di 100 €, con un margine del 5,0 %, il costo atteso è di circa 5 € a settimana, che su cinquanta settimane fa circa 250 € l’anno. Non è una certezza e non è una previsione: è la media che il margine produce su un volume di giocate, ed è la ragione per cui il prezzo di un bookmaker conta più di una quota singola.

Il numero va letto per quello che gli manca, e a mancargli è l’altra metà della partita. Il calcolo non fa entrare nel conto le oscillazioni normali di una settimana: una quota da 12,00 vincente e una serata in cui non entra nulla stanno entrambe dentro i 250 € di media. Il calcolo non fa entrare nemmeno le promozioni, e non potrebbe: gli incentivi variano da mese a mese e non esiste una regola generale che li renda una compensazione affidabile del margine.

Nessuno ha misurato quanta parte del margine un bookmaker estero restituisce sotto forma di quota migliorata, e una cifra del genere non è ricostruibile. Un margine del 4,5 % e un cashback generoso possono costare al giocatore molto meno di un margine del 3,5 % e nessun cashback, ma per saperlo bisognerebbe leggere le condizioni del singolo operatore, che è esattamente dove questa pagina manda il lettore. Chi guarda solo il listino delle quote sul sito estero senza quella lettura sta comprando un prezzo che non conosce.

C’è una conseguenza concreta, e riguarda chi punta poco. Su 100 € a settimana, 5 € di costo atteso sono il prezzo di un caffè e mezzo: si sente, ma non sposta una settimana. Su una posta molto più piccola, il margine resta la stessa percentuale e pesa in proporzione, mentre il tempo speso a caccia della quota migliore cresce. Su una posta molto più alta, i 250 € l’anno diventano una voce che vale la pena negoziare con se stessi e con il limite di deposito scelto. Il costo non cambia mai in percentuale. Cambia solo quanto fa male.

I dieci concessionari con concessione ADM

Un avvertimento sul metodo, prima dei profili, perché è la parte di questa pagina in cui è più facile fraintendere. L’elenco che segue è composto da concessionari, in un ordine che segue i loro stessi documenti, non una preferenza. Le schede raccontano quello che gli operatori scrivono di sé su app e condizioni: non è un invito a registrarsi, e non è un pronostico. Non si trovano brand esteri, e non per prudenza: offrire gioco in Italia senza concessione è illegale, e una pagina che ne indicasse uno starebbe facendo esattamente la cosa che l’art. 4 della legge 401/1989 punisce.

Prima di scendere nel dettaglio conviene fissare che cosa lega questa lista alla domanda di partenza. Chi cerca siti esteri cerca spesso una via più diretta o più generosa. Ecco i termini di paragone: dieci operatori con concessione, ciascuno con una licenza verificabile e un sito .it. Nessuno di loro è più economico per definizione. Sono soltanto verificabili, e questo è già un prezzo.

Vale anche la pena di dirlo: questa non è la lista completa del mercato. Altri concessionari esistono oltre a questi dieci. La lista dei concessionari autorizzati al gioco a distanza ha 52 righe, e nessuno di questi dieci è un’eccezione: sono quelli di cui si hanno fatti sull’offerta sportiva. La differenza non è il grado di autorizzazione, è la disponibilità di informazioni.

Lottomatica, l’app che porta il live in tasca

Lottomatica copre l’offerta sportiva mobile con un’applicazione che va dai campionati nazionali ai motori. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È una struttura da operatore grande: sport principali, mercati pre-evento e live nella stessa schermata.

La concessione è la n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Lottomatica.it. Il nome sull’app e quello sulla licenza non coincidono, e succede per la maggior parte dei marchi italiani: chi confronta le liste deve leggere la ragione sociale, non l’insegna.

La diretta streaming è la parte dell’offerta che merita un ragionamento separato. Uno streaming integrato scommessa per scommessa è comodo, e non è gratis: gli eventi con diretta sono una fetta del palinsesto, e la copertura dichiarata nell’app è un elenco, non una garanzia su ogni singolo incontro. Chi sceglie un operatore per lo streaming lo verifica partita per partita, perché la lista dei diritti cambia.

Il profilo regge quando il lettore vuole un catalogo ampio e un’app che regge il live. Non è la scheda di chi punta a due eventi a settimana e vuole solo un prelievo rapido: lì la profondità del palinsesto è una cosa che si paga senza usarla.

AdmiralBet, il marchio con il dossier sui limiti

AdmiralBet è il marchio di questa lista di cui si conosce meglio la parte scomoda: le regole sul contenimento. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su ogni piattaforma di gioco legale nel paese; e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Quella finestra è insolitamente larga, quasi dieci mesi nella misura più lunga, e dà al giocatore una leva che non tutti offrono.

In registrazione il conto chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sono tre grandezze distinte, e questo è il punto: quanto carichi, quanto spendi, quanto tempo stai dentro sono cose diverse, e l’operatore le tiene separate.

L’apertura del conto non è un passaggio banale. Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Chi sceglie SPID salta la fase di caricamento e la verifica, e chi non ha SPID lo sceglie comunque per evitare il conto bloccato dopo trenta giorni.

La concessione è la n. 16048, di Admiral Bet S.r.l., su AdmiralBet. Il profilo è quello dell’operatore che rende espliciti i propri strumenti di controllo: utile a chi vuole un riferimento scritto prima di depositare, meno attraente per chi cerca solo un’esposizione alta.

William Hill, dieci euro per chi entra con SPID

L’elemento che distingue William Hill in questa lista è il modo in cui l’incentivo di benvenuto è costruito intorno al metodo di identificazione. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Vale la pena di leggere quella struttura per quello che è. Registrarsi con SPID dà il buono immediato; registrarsi con documento caricato lo dà più piccolo e solo a verifica avvenuta, con quattro giorni di finestra. Non è una discriminazione arbitraria: è un modo per spostare l’onboarding verso il canale che l’operatore controlla meglio, e per il giocatore è un’informazione pratica su cosa serve per incassare.

La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su William Hill. Il contesto non è dei più comodi: il Decreto Dignità vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, internet incluso, e AGCOM lo applica con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, e il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso da 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto.

Per chi confonde la pubblicità con l’esistenza dell’offerta, il chiarimento conta. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus; non esiste un tetto di legge all’importo del bonus né ai requisiti di rigioco, quindi importi, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni del singolo operatore. Tradotto: il bonus è regolato dal contratto che si accetta, non da un massimale pubblico.

L’operatore conviene a chi ha SPID attivo e vuole un ingresso piccolo e immediato. Chi si aspetta un bonus in denaro di altra misura sta leggendo la scheda sbagliata.

StarCasinò, il casinò con il calcio accanto

StarCasinò va letto per quello che è: un marchio nato sul casinò che tiene il calcio come offerta parallela. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La concessione è la n. 16026, di Azzurri Limited, su Starcasino.it. Non è un dettaglio: dietro Starcasino.it e Betsson.it sta la stessa società, e questo dice qualcosa su come il mercato italiano sia composto di poche strutture e molti marchi.

L’ordine delle cose dentro l’app è la parte che conta per chi scommette. Chi entra da StarCasinò per il calcio trova un prodotto completo ma non prioritario, e la struttura del catalogo lo riflette: il verticale principale è il casinò, la scommessa sportiva è l’ala laterale. Per un giocatore che si concede una puntata nel weekend e nessuna slot, questo è il dato che decide, molto più del numero delle tipologie di giocata annunciate.

Un marchio con un’anima diversa. Ha una licenza in ordine e una copertura sportiva più che sufficiente; chi apre il conto per il calcio lo troverà, ma chi cerca un bookmaker che viva di scommesse sportive troverà in altri profili di questa lista un’attenzione più concentrata.

Planetwin365, venti sport e la Serie C

Planetwin365 è il profilo del catalogo largo. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La presenza della Serie C nello stesso elenco della Champions League è l’informazione vera della scheda. Le serie minori sono il posto dove un palinsesto mostra la sua profondità, perché richiedono copertura di eventi che non interessano a nessuno tranne a chi li segue davvero. Chi gioca il campionato dilettantistico o la Coppa Italia di categoria sa quanto sia raro trovarlo elencato accanto ai tornei internazionali.

La concessione è la n. 16007, di Pwo S.p.a., su Planetwin365. La copertura dichiarata non dice nulla sul margine applicato a ciascuno di quegli sport, e la distinzione conta: una lista di 20 discipline non è una promessa di prezzo, e i mercati minori sono di norma più cari di quelli principali.

Il profilo è fatto per chi cerca ampiezza e non vuole cambiare operatore quando scende di categoria. Chi gioca tre mercati principali in tutta la stagione trova qui molto più di quanto userà, e la profondità è una voce che non gli serve.

NetWin, un bonus del 100 % con il suo prezzo

NetWin entra in questa lista con un’offerta di benvenuto di tipo tradizionale. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo SPORT-50 inserito al primo versamento.

Il «100 %» merita di essere smontato con i numeri che stanno dentro la frase. È un bonus del 100 %, sì, ma con un tetto di 50 €, un pavimento di 20 € e una condizione di conto già verificato prima del primo versamento. Il tetto è quello che conta: sopra i 50 € il moltiplicatore smette di esistere e la promozione diventa un importo fisso. Il pavimento a 20 € è la soglia sotto la quale non si accede, quindi il bonus non serve a chi voleva provare con dieci euro.

La concessione è la n. 16035, di Netwin Italia S.p.a., su NetWin. La struttura dell’offerta è quella dei bonus «reali», cioè accreditati come bonus e non come denaro contante, il che rende il requisito di puntata la variabile decisiva; chi confronta due bonus del 100 % confronta in realtà i due requisiti di puntata, e su questo NetWin non si distingue per leggerezza. Il condizionale va tenuto: il bonus ha un tetto che lo limita a chi comincia in piccolo, non a chi vuole un ingresso consistente.

La scheda è per un primo deposito di prova. Chi versa cifre più alte trova nel tetto un limite più che nel moltiplicatore, e chi vuole un bonus proporzionato a un deposito grande deve guardare altrove.

Betfair, il punta e banca con i suoi mercati

Betfair è l’unico profilo di questa lista costruito intorno a un prodotto che gli altri non hanno per forza: l’exchange. La sua app sportiva propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il punta e banca ha una struttura diversa da quella del bookmaker, e per questo ha regole proprie. Il gioco è consentito come attività separata dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, invece, non risulta.

La concessione è la n. 16028, di Betfair Italia S.r.l., su Betfair, ed è descritta come la prima del mercato italiano. La promessa di «quote maggiorate» sulla sezione Supercombo va letta per quello che è: riguarda mercati specifici, non l’intero listino, ed è una delle poche affermazioni di prezzo che un operatore può permettersi di fare per iscritto senza indicare un margine.

Questo è il profilo di chi vuole giocare contro altri giocatori e accettare regole di prodotto più complesse. Chi cerca un bookmaker tradizionale con una singola quota da leggere troverà nella meccanica dell’exchange più lavoro di quanto volesse.

Eurobet, dal calcio alle elezioni

Eurobet è il profilo del palinsesto che non si ferma allo sport. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Le elezioni in un palinsesto di scommesse sono la notizia della scheda, e meritano una spiegazione. Il palinsesto è il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata è ammessa solo su eventi che ne fanno parte: significa che una voce come le elezioni non compare per iniziativa del bookmaker, ma dentro un perimetro autorizzato. Gli scacchi e il volley, dal canto loro, segnalano un catalogo che si estende fuori dai grandi numeri.

La concessione è la n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet.it. La società è la stessa dietro Bwin.it e giocodigitale.it: tre siti, una ragione sociale, tre concessioni distinte, perché la concessione è per sito e non per società. Chi verifica un marchio e trova un altro nome in fondo alle condizioni non ha scoperto un imbroglio, ha scoperto come funziona la lista.

La larghezza del catalogo non è la profondità dei mercati su ogni evento: un palinsesto che include gli scacchi non dice quante tipologie di giocata offre su un singolo incontro di Serie B. Per chi cerca varietà di intrattenimento, compresi eventi che gli altri non trattano, il profilo è quello giusto.

Sisal, un catalogo dichiarato in numeri

Sisal è l’operatore che in questa lista quantifica di più il proprio palinsesto. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Quei due numeri sono dichiarazioni dell’operatore, non dati verificati da terzi, e conviene trattarli come tali. Quindici volte il catalogo pre-evento è una promessa di ampiezza più che di profondità: molti eventi live significano molte partite coperte, non molte tipologie di giocata su ciascuna. La diretta streaming gratuita, invece, è un vantaggio concreto per chi ama il live e non vuole pagare un secondo abbonamento.

La parte dei mercati è quella che merita attenzione. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out è il tipo di funzione che cambia il calcolo del costo, perché uscire prima di un evento significa rinunciare a una parte del valore in cambio della certezza: è una scelta, non un risparmio.

L’app permette di accedere al conto di gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. La concessione è la n. 16020, di Sisal Italia S.p.a., su Sisal. Il profilo è per chi gioca eventi molto diversi tra loro e vuole giocarli dal telefono senza perdere tempo in accessi.

bet365, la licenza di questo gruppo dietro una concessione italiana

bet365 è il profilo internazionale di questa lista, e la sua scheda dice perché l’etichetta «estero» vada maneggiata con cura. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. L’operatore è un gruppo internazionale che opera in Italia con un sito .it e con una concessione italiana: la nazionalità del marchio non è la nazionalità della licenza.

La concessione è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su bet365. Malta è il domicilio della società, l’Italia è la giurisdizione della concessione, e le due cose convivono: chi apre un conto su Bet365.it sta giocando su un sito autorizzato da ADM, con gli obblighi di tutela che ne derivano.

Sui contenuti, l’offerta segue il calendario internazionale più che quello nazionale. La Champions League come terreno di casa, l’ippica e le freccette come discipline trattate accanto ai grandi sport: è un catalogo da appassionato di eventi internazionali, utile a chi gioca di notte su mercati che il calcio italiano ignora.

La parte italiana dell’attività è anche quella più regolata. I marchi con concessione ADM non possono contare su una campagna pubblicitaria per spiegare l’offerta, perché il Decreto Dignità la vieta; i due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto, sono pendenti, e la disciplina resta quella descritta nella sezione sulla normativa.

Sul terreno di casa vale anche l’ultima riga della scheda. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di telefono è una cosa semplice e concreta, e vale più di una pagina di avvertenze.

Un marchio internazionale, tre siti da verificare: chi cerca un’alternativa al mercato .com trova qui una versione autorizzata della stessa esperienza internazionale. Chi cerca il vuoto normativo non lo troverà in questa scheda.

Dove il confronto si ferma

Resta un’ultima cosa da mettere in chiaro, ed è quella che riguarda i limiti di questa stessa lista. Il catalogo delle scommesse italiane è composto da concessionari e da nessun altro, e ogni operatore autorizzato ha una concessione identificabile su un elenco pubblico. Il resto — i brand che si incontrano cercando «bookmaker esteri» — è un’offerta con licenze che in Italia non hanno valore. Per quel che riguarda i pagamenti, i portafogli elettronici e le carte fanno parte della dotazione degli operatori con concessione, e PayPal compare tra loro; nessuna di queste rotaie arriva a un operatore senza concessione senza passare da una zona che ADM tiene sotto osservazione.

Il modo più semplice per non sbagliare è anche il più noioso: prima di aprire un conto, cercare il sito .it nell’elenco dei concessionari autorizzati e verificare la ragione sociale che sta dietro il marchio. Un minuto di lavoro che vale più di qualunque recensione.

La casella che l’estero lascia vuota: affidarsi al registro, non alla quota

Le scommesse fuori dal sistema italiano portano un nome preciso, e vale la pena di usarlo. Si chiamano offerte senza concessione: non «siti alternativi», non «mercato parallelo». La differenza tra le due cose, in Italia, non è una preferenza commerciale: è una qualifica giuridica, e il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 ha messo ordine anche in quel vocabolario, fissando all’art. 6, comma 1 l’elenco dei giochi che un concessionario può offrire a distanza e all’art. 22 le due liste pubbliche che distinguono i siti legali da quelli inibiti.

Chi cerca un bookmaker estero lo fa quasi sempre per una ragione sola: l’idea che fuori dal sistema si stia meglio. La parte scomoda è che «meglio» non è mai stato misurato. Nessuno ha pubblicato il margine medio di un operatore senza concessione contro quello di un concessionario, e una comparazione del genere non è ricostruibile dai documenti disponibili.

Quello che invece è documentato è ciò che si perde. Una concessione ADM porta con sé quattro cose elencate in questa pagina e una quinta che si nota solo quando manca: il collegamento al RUA, la vigilanza sul palinsesto e sul payout, i limiti di deposito e di gioco obbligatori, un foro italiano, e una pagina di avviso che dice al visitatore cosa sta per fare. Un dominio estero non porta niente di tutto questo, e su un dominio estero la pagina di avviso non compare perché il blocco non è ancora scattato.

Il caso della Cassazione sui bookmaker esteri, che è una delle chiavi con cui si cerca questa materia, va letto con lo stesso metro. Una pronuncia non crea una concessione: la giurisdizione italiana resta quella che è, e la legge 401/1989 nel testo richiamato da ADM il 28 febbraio 2024 continua a prevedere l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi accettati all’estero, con la stessa misura applicata, secondo l’Autorità, a chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari. Chi spera in un’apertura giudiziaria sta contando su un procedimento futuro per risolvere un problema presente.

La casella vuota, alla fine, è quella che riguarda il singolo. Nessun operatore estero ha l’obbligo di collegarsi al RUA, nessuno ha l’obbligo di offrire un canale di contatto aperto cinque giorni a settimana per otto ore, nessuno spende lo 0,2 % del ricavo netto in informazione responsabile. Il giorno in cui il gioco diventa un problema, la differenza tra queste due cose si misura in tempo.

Per chi vuole comunque restare fuori dal sistema, il consiglio è di trattarlo come si tratterebbe un investimento discutibile: leggere le condizioni del conto prima del primo versamento, sapere quale autorità risponde delle controversie e con quale lingua, verificare se una via di pagamento si chiuderà prima o poi, e tenere traccia dei propri depositi su un foglio separato, perché l’operatore non lo farà per te.

Per chi cerca un bookmaker autorizzato, il sentiero è corto: il registro ufficiale, con le sue 52 righe e i suoi codici da 16000 a 16051, è il posto dove si verifica un nome in trenta secondi. Dietro ogni riga c’è una ragione sociale, un sito .it e un numero da confrontare con quello stampato nelle condizioni dell’operatore.

E poi c’è la voce che vale più di tutte le altre. Chi ha bisogno di aiuto con il gioco, o sospetta che qualcuno in famiglia ne abbia, trova un numero gratuito nella pagina di qualunque concessionario italiano: 800 55 88 22, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo. Un numero salvato in rubrica è il tipo di cosa che si scopre utile esattamente quando serve, che è il momento in cui non lo si cerca.

Domande frequenti sui siti di scommesse esteri

Che cosa rischia concretamente chi scommette su un sito non AAMS?

Il rischio più documentato non è economico. ADM ha chiarito il 28 febbraio 2024 che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, richiamando la legge 401/1989. L’importo dell’ammenda non è noto.

Come faccio a controllare se un bookmaker ha la concessione ADM?

Si consulta il registro ufficiale, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. L’elenco non indica i giochi offerti, quindi un nome presente non basta a dimostrare che quel sito tratti scommesse sportive.

Che cosa è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è attivo dal 2018 e blocca ogni piattaforma legale nel paese e le sale fisiche. Una richiesta fatta presso un concessionario vale quindi anche per gli altri. Le condizioni di AdmiralBet, per esempio, prevedono durate da 30, 60 o 90 giorni fino a 270 giorni.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet incluso. AGCOM applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 €.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

I limiti li sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile, e gli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione. Ridurre un limite ha effetto immediato; aumentarlo richiede sette giorni di attesa, come indicano le condizioni degli operatori. Il valore che ADM fissa nella gara non è pubblicato.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Su un concessionario ADM l’imposta unica, del 20,5 % sulla rete fisica e del 24,5 % a distanza sulla differenza tra giocate e vincite, è a carico dell’operatore: le vincite non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate. Va confermato con un commercialista, perché non è consulenza fiscale.

Se vinco su un sito estero, devo dichiarare la vincita?

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, qualifica le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti esteri, da dichiarare per l’intero importo ricevuto. Posizione da chiarire con un commercialista.

Il blocco di ADM funziona o i siti esteri si trovano lo stesso?

Il blocco agisce a livello di DNS e si appoggia all’elenco dei siti inibiti, che al 13 ottobre 2026 risultava aggiornato; un ordine del settembre 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini. I mirror delle pagine ricompaiono però nel giro di ore, quindi la parola corretta è «oscurati», non «chiusi».

La licenza di Curaçao o Malta mi protegge in Italia?

No. Una licenza di Curaçao, Malta o Anjouan non ha alcuno valore in Italia, dove serve una concessione rilasciata per asta pubblica. Il titolo estero non vincola l’operatore a collegarsi al RUA né a rispettare i limiti previsti per i concessionari italiani.

Un bookmaker estero è più economico di uno con concessione ADM?

Non è dimostrabile, perché i margini dei singoli mercati non sono pubblicati e nessuno ha misurato i due listini a confronto. Quello che si può calcolare è il prezzo del mercato che si gioca: su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati il payout è del 95,0 % e il margine del 5,0 %, e su dieci euro di posta la vincita restituisce 19,00 €, con un profitto netto di 9,00 €. Quello che è documentato con certezza è, invece, quello che un sito estero non offre: collegamento al RUA, vigilanza italiana, strumenti di limitazione obbligatori e foro italiano.

Scritto dal team di «Puntatesistema».