Comparazione di quote di scommesse 2026: il margine decide, non il bonus

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

Stampa aggiornata al 30 Ottobre 2026; i numeri di concessione e le intestazioni dei concessionari sono stati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Con le quote variabili (totalizzatore) i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento.

Due bookmaker mostrano 1,90 sul segno 1 e 1,90 sul segno 2. Sembrano identici, e chi confronta le quote si ferma lì. Eppure quella coppia di prezzi racconta già quanto resterà nelle casse dell’operatore a fine giornata, e il conto si fa in tre secondi: basta sommare i reciproci dei due prezzi — 1 diviso 1,90 fa 0,5263, due volte — e dividere 1 per quella somma. Il risultato è un payout di poco superiore al 95 %, cioè un margine di circa il 5 %. Chi scommette, di solito, guarda altro: il bonus di benvenuto, la grafica dell’app, il numero di mercati sul derby. Il margine resta lì, silenzioso, e lavora su ogni singola giocata.

Questa è la ragione per cui una comparazione di quote ha senso solo se si decide prima che cosa si sta confrontando. In Italia il percorso è stretto e chiaro: un operatore che accetta scommesse da giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio.it; l’elenco pubblicato da ADM (ex AAMS) è l’unica prova che conta, ma non ha una colonna per i giochi, quindi un nome su quella lista non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Intorno a quel perimetro girano dieci concessioni che vale la pena guardare da vicino, ognuna con un profilo diverso, e a ognuna corrisponde un tipo di lettore che ci si trova meglio. Non è una classifica delle simpatie: è la mappa di ciò che ciascuna strada comporta.

Come si confrontano davvero le quote: dieci concessionari ADM

Il confronto che segue mette in fila dieci brand che operano su siti.it con una concessione ADM e con fatti verificabili sul proprio prodotto sportivo. Non è la fotografia dell’intero mercato: il tender di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, e l’elenco letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito.it. Una società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it — perché la concessione è per sito, non per azienda. Un brand assente da questo elenco di dieci non è per questo privo di licenza: semplicemente non rientra nella selezione.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90% nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85% in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio.
Brand Concessione ADM Offerta caratteristica
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote maggiorate, Bet Builder+
Betsson 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi
Goldbet 16009, GBO Italy Schedine, sistemi, focus sui sistemi di gioco
Sisal 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Cash Out
Betfair 16028, Betfair Italia S.r.l. Betting exchange (punta e banca), Supercombo
Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Streaming live di eventi sportivi
Eurobet 16012, Eurobet Italia S.r.l. Gestione giocate con My Bets
Lottomatica 16010, GBO Italy Streaming, diretta live, palinsesto ampio
StarCasinò 16026, Azzurri Limited Offerta sportiva integrata con casinò
William Hill 16044, William Hill Malta Plc Bonus cash con molteplici selezioni

Da quella tabella esce la prima cosa utile da capire: il numero di concessione non è un timbro di qualità del prodotto, è un requisito di accesso al mercato. Due brand possono avere concessioni adiacenti e offrire cose diversissime. Goldbet e Lottomatica, per esempio, portano lo stesso concessionario — Goldbet Better Organization Italy — ma sono due prodotti separati, con due siti e due app. Chi cerca «sicurezza» in una comparazione di quote e trova un numero a quattro o cinque cifre ha trovato la cosa giusta, ma non ha ancora trovato nulla sul margine, sulla quota minima o sui limiti che incontrerà dopo la registrazione.

Il secondo punto è che il campo delle colonne è corto per necessità. Le concessioni si possono confrontare perché sono pubbliche e omogenee. Il resto — quanto costa un bonus, quale quota minima serve per liberarlo, quali mercati sono coperti — si legge solo nelle condizioni di ciascun operatore, e per questo le schede che seguono prendono ogni dato dalla fonte che lo possiede, senza trasferirlo sul vicino di casa. È una scelta noiosa e corretta: i numeri di un operatore non sono i numeri di un altro, e il minimo di puntata di uno non dice niente sul margine dell’altro.

bet365: un ecosistema di mercati prima che di bonus

La concessione è la numero 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su un sito.it proprio. Sul fronte del prodotto l’offerta è costruita intorno alla quantità: quote maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, sia prima dell’evento sia in diretta. Chi confronta le quote partendo dalla profondità del palinsesto trova qui materiale abbondante: il punto non è il prezzo del singolo segno, è la scelta di scommesse composte che si possono costruire sulla stessa partita.

Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una dotazione standard per un grande operatore, ma vale la pena notare dove sta: accanto al prodotto, non nascosta in fondo alle condizioni, ed è il tipo di dettaglio che un lettore usa una volta e poi non guarda più.

Il verdetto: qui conviene guardare la copertura dei mercati prima della quota secca, perché un prezzo leggermente più basso su un singolo 1X2 può pesare meno di una combinazione che su un altro sito non esiste proprio.

Betsson: il catalogo ampio per chi scommette a raffica

Concessione 16027, Azzurri Limited, sito.it proprio. L’app Sportsbook & Casinò copre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati che vanno dall’1X2 a Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il profilo è quello del catalogo esteso: chi ama centrare la serata con tre o quattro giocate diverse, pescando anche in campionati che non finiscono in prima pagina, qui trova quasi sempre la voce giusta.

Nessuna informazione in più da aggiungere sul resto: il brand su questo terreno si presenta con il volume dell’offerta, e il volume è verificabile nel prodotto. Chi ha un budget piccolo e cerca un limite di versamento basso da impostare subito troverà gli strumenti nel conto, ma la selezione dei mercati resta la ragione per aprirlo.

Il verdetto: il brand si sceglie per l’ampiezza, non per il prezzo. Se il tuo modo di giocare è una multipla costruita a mano su mercati esotici, questa è la strada più larga fra quelle in elenco; se cerchi il singolo evento di cartello, la differenza rispetto ai vicini si assottiglia.

Goldbet: la schedina classica, con i sistemi in primo piano

Concessione 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Il sistema — la giocata che combina più selezioni in un numero variabile di combinazioni — è la voce che distingue questa offerta dalla media: è la tipologia che premia chi ha un metodo e vuole coprire più esiti della stessa giornata senza comprare ogni combinazione a parte.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID, e Goldbet è fra gli operatori che passano anche per CIE tramite un fornitore SPID, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi non ha SPID deve sapere che l’account va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati: è il tipo di regola che non costa nulla rispettare e costa molto scoprire tardi.

Il verdetto: la scelta si giustifica per chi usa i sistemi, perché è l’unica tipologia che cambia il conto a fine serata quando le selezioni sono tante e il budget è limitato.

Sisal: varianti italiane e cash out nello stesso posto

Concessione 16020, Sisal Italia S.p.a. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È un catalogo che parla la lingua del giocatore italiano, e non è un dettaglio di stile: un mercato dai nomi familiari richiede meno tempo per capire che cosa si sta comprando.

Il cash out merita una riga in più di quanto ne prenda di solito. Chiuderla prima significa incassare una cifra che l’operatore calcola in quel momento, quasi sempre diversa dalla quota iniziale e quasi sempre più bassa del valore atteso della giocata lasciata correre; è uno strumento per cambiare idea, non per guadagnare di più.

Il verdetto: la combinazione di mercati nostrani e chiusura anticipata serve chi gioca partite singole e cambia idea a metà secondo tempo. Chi costruisce multiple lunghe da lasciar correre non ne ricava quasi nulla.

Betfair: l’exchange come percorso a parte

Concessione 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate. Sul mercato italiano il brand è però associato a un’altra cosa: l’exchange, ammesso dalla legge come gioco separato, dove il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La documentazione del brand è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario.

Questa è la strada che un confronto di quote tende a non mostrare: nel bookmaking tradizionale il prezzo lo fissa l’operatore e tu sei l’avversario; in un exchange il prezzo lo fanno gli altri giocatori e il margine del banco non esiste come lo conosci. Ma non esiste nemmeno la protezione implicita di un prezzo bloccato: la quota che accetti è quella che qualcun altro ha messo sul tavolo, e se il mercato è sottile il tavolo è quasi vuoto.

Il verdetto: è il percorso giusto per chi ha già imparato a leggere un prezzo e vuole muoverlo, non per chi cerca la prima esperienza di scommessa.

Planetwin365: lo streaming che tiene la schedina aperta

Concessione 16007, Pwo S.p.a. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. La lista è interessante proprio perché è laterale: sono discipline che il grande pubblico guarda poco e che gli appassionati seguono molto, e sono anche i mercati dove la copertura streaming fa la differenza fra seguire l’evento e indovinarlo.

Il live streaming è la ragione per aprire il conto qui più di qualunque altra: chi scommette in diretta senza vedere la partita sta comprando un prezzo alla cieca. Chi invece guarda tennis tavolo alle nove di sera trova in questa offerta la sua serata.

Il verdetto: se il tuo sport non è il calcio di cartello, questa concessione vale una visita prima delle altre cinque di pari livello.

Eurobet: il registro delle giocate, ordinato

Concessione 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Sembra un dettaglio da manuale, ed è invece il punto in cui si misura la serietà di un prodotto: chi gioca cinque schedine a settimana ha bisogno di sapere che cosa ha ancora in ballo, e un elenco ordinato evita il classico errore di riaprire una combinazione che si credeva già chiusa.

L’offerta si tiene sulle tipologie classiche, senza scarti verso i mercati esotici. È il profilo di chi vuole il prodotto sotto controllo e non una vetrina di varianti.

Il verdetto: la semplicità della struttura è il suo argomento. Chi tiene un conto delle proprie giocate lo troverà più leggibile della media; chi cerca mercati strani passerà oltre senza rimpianti.

Lottomatica: la diretta come prodotto principale

Concessione 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) — lo stesso concessionario di Goldbet, con un sito e un prodotto distinti. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il baricentro è chiaro: gli eventi che l’Italia guarda in televisione, con la diretta al centro.

Questo cambia il modo in cui si legge la quota. In un mercato live il prezzo si muove mentre l’evento accade, e il confronto fra due siti diventa una questione di millisecondi più che di tolleranza sul margine. Chi non gioca in diretta trae da questa offerta meno di chi la usa ogni settimana.

Il verdetto: le due concessioni con lo stesso concessionario ma prodotti diversi sono esse stesse una lezione — il numero dice chi risponde davanti al regolatore, non che cosa troverai aprendo l’app.

StarCasinò: il casinò che ha anche lo sport

Concessione 16026, Azzurri Limited — la stessa società dietro Betsson.it, su un brand separato. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. Il profilo è quello di un’offerta sportiva collocata dentro un prodotto casinò-centrico: c’è, funziona, non è la ragione per cui uno sceglie il marchio.

Per chi confronta le quote questo significa una cosa sola: il bookmaker sportivo qui è un reparto, non il negozio. Chi ha già un conto sul tavolo verde trova comodo avere la schedina nella stessa app; chi cerca profondità di mercati e strumenti dedicati allo sport guarda altrove.

Il verdetto: utile a chi vuole un solo conto per tutto. Inadatto come punto di partenza per una comparazione di quote seria.

William Hill: il cash bonus con le sue condizioni

Concessione 16044, William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport è un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. È l’unica offerta fra quelle in elenco di cui si conosca l’architettura completa, e vale la pena leggerla come si legge un contratto: 50 € di bonus che arrivano a pezzi, e ogni pezzo richiede una multipla da cinque eventi a quota 5.00 complessiva.

Il verdetto: metti in fila i due numeri — cinque selezioni e quota minima 5.00 — e il «cash» smette di sembrare denaro libero. Va bene per chi gioca già multiple larghe con puntate reali; per chi punta singoli, le tranche restano ferme nel conto.

Strumenti di calcolo del margine

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nelle scommesse sportive il payout si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma.

Come si forma una quota e che cosa ci sta dentro

Una quota non è una previsione, è un prezzo. Nelle scommesse a quota fissa il bookmaker stabilisce la quota e si pone come avversario di chi scommette; la quota vale dal momento della giocata e non può essere modificata in seguito. Questo è il contratto in una riga: quello che vedi quando confermi è quello che incassi se vinci, qualunque cosa succeda al mercato nei minuti successivi, e qualunque cosa pensi tu del fatto che il prezzo sia giusto.

La stessa parola, però, copre due meccanismi opposti, e confonderli è l’errore più comune di chi comincia. Con le quote variabili (totalizzatore) i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento: non c’è nessun avversario che fissa il prezzo, c’è un montepremi da dividere. La quota di restituzione di quel sistema è molto più bassa — inferiore al 50 % presso gli operatori statali — e arriva fino a circa l’85 % per le corse di cavalli. Chi arriva dal totalizzatore e legge le quote fisse di un bookmaker.it trova quasi sempre condizioni migliori, e non è generosità: è un modello di business diverso.

Il concetto che misura tutto questo si chiama payout, o quota di restituzione: indica quale parte delle puntate viene restituita ai giocatori sotto forma di vincite. Il resto è il margine. Nelle scommesse sportive il payout si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma; con le quote 1,25 / 5,00 / 10,00 si ottiene circa il 90,91 %. Il margine è il complemento a 100 %.

Su quel conto si regge ogni confronto di quote, e conviene guardare la differenza che fa il numero di esiti. Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90 % nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85 % in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio. Un mercato a tre esiti lascia al banco una fetta più larga, e non è un caso: più esiti significano più lavoro di valutazione e più rischio di sbilanciamento del libro.

Vale poi la pena fissare il rapporto fra quota e probabilità, perché è il ponte che collega il prezzo a ciò che si crede. Con le quote decimali fisse la probabilità implicita corrisponde al reciproco della quota: la quota 1,01 corrisponde al 99,01 %, la quota 2,00 al 50,00 % e la quota 4,00 al 25,00 %. I bookmaker calcolano le quote in modo che le probabilità implicite di tutti gli esiti insieme superino il 100 %; l’eccedenza si chiama overround ed è il guadagno del bookmaker a libro bilanciato. Attenzione alla parola «guadagno»: a libro bilanciato, non a ogni partita. Se tutti puntano sul segno 1 e quel segno esce, il margine non copre nulla.

E qui entra il conto che questa pagina è tenuta a fare, perché è l’unico modo di mostrare il meccanismo senza citare un prezzo reale di un evento reale. Prendiamo un mercato a due esiti a quota 1,90 su entrambi i lati — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da un operatore. Il payout risulta poco sopra il 95 %, e il margine che resta al bookmaker è di circa il 5 % di ogni unità puntata su quel mercato. Il «circa» è obbligatorio: basta un decimo sulla quota, da 1,90 a 1,95, e il margine scende verso il 2,5 %; scendendo a 1,80 sale intorno al 10 %. Il margine non è un numero del bookmaker, è una proprietà della coppia di prezzi, e si muove con essa.

C’è un secondo strato che sfugge anche a chi il margine lo conosce. La quota che confronti è il massimo disponibile, non quella che otterrai: sul mercato 1X2 di un big match italiano il prezzo è quasi sempre il più basso del palinsesto, e sulle combinazioni che costruisci tu la somma dei margini di ogni mercato pesa più che su una singola. Una multipla da quattro eventi a quota 1,90 ciascuno non vale quattro volte il margine di una singola: vale qualcosa come la sua somma composta, ed è così che il banco si ripaga del rischio che gli stai trasferendo.

Che cosa può essere messo in gioco e chi decide il palinsesto

Il perimetro di ciò su cui si può scommettere non lo sceglie l’operatore in libertà. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM; una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno in quel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata.

Questo vuol dire che due operatori con la concessione giusta possono avere palinsesti diversi su una stessa competizione minore, e che una quota che non trovi da nessuna parte potrebbe semplicemente non essere autorizzata su nessuno dei siti dove hai guardato. È una regola di sistema, non una scelta commerciale.

Le scommesse su eventi simulati hanno un loro posto nel quadro: l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati — sport, ippica e altri eventi generati al computer e mostrati con animazioni o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose distinte: le scommesse sulle corse a quota fissa o a totalizzatore stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, tutti a totalizzatore — richiedono una concessione propria (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h). Se un brand offra oggi i giochi di ippica nazionale online, questo non è dato sapere dai materiali consultati.

Il live è un’altra cosa ancora. Le scommesse in diretta sono offerte da tutti i grandi operatori, e i mercati live sono quelli dove il confronto di quote diventa più difficile, perché il prezzo si muove. Le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note in questa sede, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live disponibili. Chi gioca in diretta lo fa quindi dentro un perimetro che il concessionario gestisce secondo le proprie condizioni.

C’è infine un percorso che nella maggior parte delle comparazioni non compare affatto: il betting exchange, o punta e banca. L’art. 6, comma 1, lett. e), e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato: il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Quali brand lo gestiscano oggi e con quali commissioni non è dato sapere qui; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028. Sul tetto legale della puntata nelle scommesse sportive non c’è una previsione nota in euro: gli strumenti che vincolano sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Che cosa significa giocare su un sito con concessione ADM, e che cosa resta fuori

Il primo dato è il numero. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) — il mercato continua a dire «AAMS» — letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito.it. Le concessioni non sono licenze aperte: sono assegnate per gara pubblica. Il tender di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

La cornice sta nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; b) totalizzatori sportivi e ippici; c) ippica nazionale; d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; e) scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori (betting exchange); f) bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo; fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Eventuali modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

La parte che riguarda più da vicino chi confronta le quote è il comma 1 dell’art. 6: la concessione si presta a combinazioni diverse, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Una riga su quella lista non dice, da sola, che il sito offra scommesse sportive: lo dice il sito o l’app dell’operatore. Per questo una presenza in una comparazione non è una concessione, e una concessione non è una promessa sul prodotto.

Il punto ha una conseguenza pratica. L’elenco è legato ai siti, non alle società, e il concessionario porta raramente il nome del marchio. Dietro Bwin.it c’è Eurobet Italia, dietro Lottomatica.it c’è Goldbet Better Organization Italy, dietro Betsson.it e Starcasino.it c’è Azzurri Limited. Il nome del marchio lo trovi sul sito; il nome che risponde davanti al regolatore lo trovi nelle condizioni e nell’elenco. Chi vuole verificare sé stesso ha una strada sola, e la trova scritta nell’elenco dei concessionari e nelle condizioni dell’operatore.

Nel quadro dell’offerta illegale la legge è esplicita. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni fornitori restano indietro: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa specializzata con provvedimento del 24 settembre 2025, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che riassume il risultato è «oscurati».

C’è poi la regola che riguarda chi gioca, non solo chi pubblicizza. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la richiama il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e sanziona allo stesso modo il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. Sul lato dell’operatore, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti.

Su questo terreno la comparazione onesta è breve: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano; un brand.com senza licenza non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Un terzo quadro esiste ed è quello dei.com con licenza estera che accettano giocatori italiani: quella licenza non ha alcun valore in Italia.

Che cosa succede ai pagamenti e alle ricariche

Il denaro che entra nel conto passa da binari controllati. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che accreditano l’account online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né liquidare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

I binari che una pagina di comparazione mostra presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); la lista di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non risulta una norma che nomini i binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

La conseguenza per chi legge una comparazione è concreta: un metodo di pagamento disponibile su un sito non è disponibile per definizione su quello accanto, e la differenza fra due offerte può stare meno nel bonus che in come entra ed esce il denaro.

Pubblicità, bonus e il limite che nessuno cita

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama il 28 febbraio 2024 con le parole del testo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione è affidata ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori non in regola può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi.

Qualche dato dall’applicazione reale: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). È proposta, non legge, un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Sui bonus: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non si conosce un tetto legale al bonus né un tetto ai requisiti di rigioco, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Che è esattamente la ragione per cui il bonus di benvenuto non è un criterio di comparazione affidabile: non esiste il numero giusto da cercare, esiste il contratto da leggere.

Gioco responsabile: gli strumenti e i limiti reali

Il quadro di protezione sta nell’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Il comma prevede: a) autolimitazioni di tempo, di spesa e di perdita; b) limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; c) messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono strumenti normati, non gentilezze commerciali.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per un aumento. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è noto. La regola asimmetrica — abbassare subito, alzare dopo una settimana — è la parte più intelligente di tutto il meccanismo, e anche la meno pubblicizzata.

L’autoesclusione è il pezzo più potente e il più frainteso. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online con licenza ADM e le sale fisiche. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono due regimi che convivono e si sovrappongono, e la data di febbraio spiega perché le condizioni di alcuni operatori dicano ancora altro.

Il punto che una comparazione di quote non dice mai abbastanza forte è questo: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che si iscrive su un.com non viene fermato da nessuno, e in quel caso non c’è registro, non c’è autorità italiana, non c’è limite obbligatorio.

Sul resto, gli strumenti si assomigliano più di quanto le app facciano credere. bet365 ha periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per i residenti in Italia. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sono lo stesso principio declinato in due modi, ed è la ragione per cui la differenza vera fra due operatori su questo terreno non è quali strumenti esistano, ma quanto siano facili da trovare quando servono.

C’è poi l’identità, che è un limite prima che un adempimento. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure con SPID — Goldbet anche tramite CIE attraverso un fornitore SPID — accanto alla registrazione classica. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. È una soglia, non un fastidio: chi non ha SPID e non carica il documento in tempo scopre il problema esattamente nel momento in cui vuole ritirare.

Gli strumenti si trovano dove ci si aspetta di trovarli, e conviene cercarli prima di aprire il conto. Un limite di deposito fissato in registrazione non si cambia in su in una serata; un periodo di pausa si attiva dal conto; il canale di contatto previsto dalla norma ha orari dichiarati. Il lettore che imposta due di queste cose il primo giorno non lo fa per virtù: lo fa perché il giorno in cui servono è già tardi per cercarle.

Mercati, tipologie di giocata e che cosa cambia nella quota

Il margine di una scommessa non dipende solo dal bookmaker, dipende dalla forma della giocata. Una singola su un mercato a tre esiti porta il peso di un payout intorno all’85 %; la stessa partita giocata su un mercato a due esiti lascia al banco una fetta più stretta, vicina al 90 %. La differenza fra 85 % e 90 % è il modo in cui il libro si protegge su un mercato dove l’esito è più difficile da valutare.

La singola è la forma più semplice: una selezione, una quota, un esito. È anche l’unica forma in cui il margine che paghi è quello di un solo mercato. La multipla mette insieme più selezioni in un unico biglietto e la quota complessiva è il prodotto delle quote: quattro eventi a 1,90 danno circa 13,03, e il margine del banco è entrato in ognuno dei quattro. È il tipo di giocata che rende visibile il vantaggio della casa senza che il giocatore lo veda, perché il numero finale fa festa e il prezzo pagato su ogni gamba no.

Il sistema è la forma che sta in mezzo: più selezioni combinate in un numero variabile di sotto-giocate. Costa più di una singola e meno di tutte le multiple possibili insieme, ed è la tipologia che Goldbet mette in primo piano nella propria offerta. Chi gioca sistemi sta comprando copertura parziale, e la paga in margine su ogni combinazione.

Poi ci sono i mercati per tipologia di scommessa sportiva. L’app Betsson copre pre-match e live su migliaia di eventi con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo; l’app Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e la sezione Supercombo; SNAI offre mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, oltre al Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento, e la funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Sisal propone Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal, No Goal e Multigoal, oltre a tiri in porta, rigori ed espulsioni.

Il cash out, presente in più di un’offerta, merita una nota di sostanza. Chiuderla prima dell’evento significa accettare una cifra che l’operatore calcola in quel momento, e quella cifra non è la quota che avevi in mano: incorpora il tempo rimasto, il risultato parziale e un margine ulteriore. È uno strumento utile per limitare un danno o bloccare un guadagno, e in nessun caso un modo per pagare meno il margine di partenza.

Sui mercati combinati il confronto fra siti diventa quasi impossibile: la Supercombo di Sisal, la Supercombo di Betfair, My Combo di SNAI e Bet Builder+ di bet365 non sono lo stesso prodotto con nomi diversi, e nessuna di queste voci si può mettere in una colonna accanto alle altre. Il nome del mercato cambia da operatore a operatore, e con il nome cambiano le regole di composizione, la quota minima, i mercati che si possono unire e le limitazioni sui risultati correlati.

Lo stesso vale per le discipline. La copertura non è uniforme: Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi; Eurobet si tiene su singole, multiple e sistemi; Planetwin365 spinge su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo in streaming; StarCasinò si limita ai principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò; Goldbet parla di tutti i campionati di calcio e altri sport con live, pre-match, singole, multiple e sistemi; SNAI elenca risultato esatto, goal, tiri, cartellini e rigori; Betfair mette Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo. Una comparazione di quote fra due siti va quindi fatta a parità di mercato e di evento: confrontare l’1X2 di uno con un Multigol dell’altro non è un confronto, è un equivoco.

Quanto vale il bonus, in soldi veri

Un bonus di benvenuto è una promessa già tassata: quello che leggi è il valore nominale, quello che vale è il valore dopo il rigioco. Il caso di William Hill è l’unico fra quelli in elenco con l’architettura completa: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogazione in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Niente di tutto ciò è nascosto, ed è proprio questo che permette di leggere il costo.

Prendiamo la tranche singola da 10 € e la sua condizione. La quota minima di 5.00 sposta il bonus fuori dai mercati tranquilli: con un payout del 90 % su un mercato a tre esiti, un bonus da 10 € con la quota non pagata in caso di vincita vale in media circa 7,20 €. Se la quota minima fosse 1,90 su un mercato allo stesso payout, lo stesso bonus varrebbe intorno ai 4,26 €. Il requisito non rende il bonus più ricco, lo rende più volatile: alzi il premio possibile e con esso la probabilità di non vederti restituire nulla.

La condizione strutturale delle tranche è ancora più stringente. Ogni 10 € richiedono una multipla di almeno 5 selezioni con quota minima complessiva 5.00: se le cinque gambe stessero a 1,40 ciascuna — 1,40 elevato alla quinta fa circa 5,38 — la quota minima sarebbe rispettata, ma con un margine che entra cinque volte. Una multipla da cinque eventi a quota 1,40 ha una probabilità implicita di uscire vincente inferiore al 19 %: le tranche in fila tendono a fermarsi prima dell’ultima, e il bonus resta parcheggiato nel conto.

Da qui una conclusione che vale più del bonus stesso: un’offerta di questo tipo premia chi gioca già multiple larghe con denaro reale. Chi punta singoli su quote tra 1,80 e 2,10 la trasforma in una condizione che non riuscirà a soddisfare, e la rete di tranche diventa un deposito con un’etichetta. Non è una truffa: è la differenza fra il valore di facciata e il valore realizzabile, e i due numeri non si incontrano mai.

Come si calcola una vincita e che cosa tratteniamo noi

Il conto di una vincita è l’unico pezzo della scommessa che non ammette interpretazioni. La vincita è data dalla puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: 20 € a quota 1,85 pagano 37,00 €, dei quali 17,00 € sono profitto netto. Se la stessa giocata è una multipla, non cambi la formula, cambi la quota: le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo.

Il secondo conto è quello che gli operatori non fanno mai vedere: il margine. Se il payout di un mercato è del 90 %, il margine è del 10 % di ogni unità puntata, e non è una tassa che paghi a fine anno — è già dentro i prezzi che hai confrontato. La differenza fra due siti con payout al 90 % e al 92 % su cento giocate da 10 € è di circa 20 €, e non si vede su nessuna schedina: si vede sul conto dopo qualche mese.

Su questo vale un’ultima precisazione sull’imposta, che riguarda il giocatore solo di riflesso. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario — «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla; è una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Sulle vincite da siti non in regola o esteri il quadro cambia: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; in pratica significa nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, mentre l’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Come scegliere il percorso giusto per te

Le strade sono quattro, e ognuna ha un prezzo diverso e un lettore diverso. Chi cerca la copertura più larga su una disciplina laterale va verso Planetwin365 e la sua programmazione in streaming di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo; chi vuole il prodotto sotto controllo, con le giocate in corso raccolte in un posto solo, trova in Eurobet la struttura più leggibile; chi gioca in diretta inseguendo gli eventi di cartello parte da Lottomatica; chi vuole comprare il costo della scommessa invece di subirlo passa da Betfair e dal suo exchange.

Per chi ha un budget piccolo la questione si stringe a due cose: il limite di deposito e la quota minima delle offerte. Un limite di deposito basso impostato in registrazione vale più di qualsiasi bonus, perché è l’unica cifra che decide prima della scommessa invece che dopo. E una quota minima alta su un bonus è un vincolo, non un premio: se per liberare 10 € servono cinque selezioni, quella è una serata di giocate che devi comunque voler fare.

A chi gioca tanto, invece, il bonus interessa poco e il margine interessa molto. Il confronto fra due siti su cento giocate non si fa sul bonus ma sul payout: la stessa giornata di scommesse, con lo stesso esito, su due operatori con un punto e mezzo di payout di differenza, produce circa 15 € di scarto ogni 1.000 € giocati. È piccola, e cresce con il volume.

Infine il percorso che conviene scartare in partenza: il sito estero che promette condizioni migliori. Non ha il RUA, non ha la vigilanza di ADM, non ha gli strumenti di limitazione obbligatori e non ha un foro italiano; ed è esposto a un blocco che non dipende da lui.

Domande frequenti sulle quote, sulle concessioni e sui limiti

Come si fa a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che riporta codice e sito di ciascun concessionario, oppure si legge il numero di concessione e la società nelle condizioni dell’operatore. Attenzione: l’elenco non distingue i giochi offerti, quindi la presenza su quella lista non prova da sola che il sito offra anche scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa da puntata e quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 20 € a quota 1,85 si incassano 37,00 €, con 17,00 € di guadagno. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato e si divide 1 per quella somma: si ottiene il payout. Il margine è la parte restante. Su un mercato a due esiti a 1,90 per lato il payout supera di poco il 95 % e il margine si aggira intorno al 5 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede limiti agli importi depositati, autolimitazioni di tempo, spesa e perdita, e strumenti di autoesclusione. Una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede invece sette giorni di attesa.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri, secondo l’Agenzia delle Entrate, andrebbero dichiarate come redditi diversi.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessun registro di autoesclusione, nessuna vigilanza di ADM, nessun limite obbligatorio e nessun foro italiano. Il sito è esposto al blocco DNS e i mirror ricompaiono nel giro di ore; ADM dichiara che il partecipante alle scommesse di un operatore non concessionario è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Scritto dal team di «Puntatesistema».